L'”assalto dei cannibali” è colpa di Obama

Negli Stati Uniti è in corso un genocidio, del quale è da ritenere responsabile il Presidente Barack Obama.

Il genocidio da arrestare è nella forma di una “epidemia” di consumo d’eroina, di cui finalmente ha cominciato a parlare anche il New York Times, il 19 gennaio 2016, riferendo dati del Centro per il Controllo e la Prevenzione Sanitaria (CDC). Le analisi statistiche rilevano che l’epidemia interessa tutte le contee degli Stati Uniti e gli enti locali e statali sono all’erta da mesi. I decessi aumentano in modo incontrollato e interessano giovani adulti e adulti non anziani di ogni raggruppamento socio-economico. Un’analisi parallela, condotta sui notiziari dei media locali, rivela che la gente è presa dal panico a causa di questa epidemia, che sotto Obama ha subìto un’impennata.

DrogaSpA

Si assiste a una vera e propria “guerra dell’oppio” contro il popolo americano, condotta implicitamente dalla Casa Bianca, poiché Barack Obama ha dato carta bianca a “Droga S.p.A.”, cioè alle strutture dell’Impero Britannico così soprannominate dal nostro movimento negli anni Ottanta, lasciando che conducessero un’ampia operazione di assalto alle menti e alla vita stessa dei cittadini americani. La decisione di Obama di non perseguire le banche “too-big-to-fail” responsabili del riciclaggio dei proventi del traffico di droga condotti dai cartelli messicano, colombiano e afgano è un crimine passibile di impeachment. Per Obama si tratta, al minimo, di una complicità in un genocidio (nel 2014 sono morti 47mila americani a causa di sovradosaggio).

Che sotto la luce del sole si possa avere una consapevole politica di genocidio è la prova inconfutabile, secondo il politico americano Lyndon LaRouche, che è iniziata la stagione dell'”assalto dei cannibali”.

Nella sostanza, Obama ha promosso un programma di legalizzazione delle droghe il cui ideatore è il noto agente britannico George Soros, megaspeculatore e mentore politico del Presidente, le cui fortune sono protette nei paradisi fiscali delle Antille Olandesi e altrove.

Obama è anche stato sorpreso con le mani insanguinate nell’assassinio di massa dei cittadini di Flint, nel Michigan, avvelenati dal piombo contenuto nelle acque del Fiume Flint con concentrazioni eccessive note alla sua Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) e alla commissione di controllo stabilita dal Governatore del Michigan. Anche gli abitanti di Portorico stanno subendo lo stesso trattamento.

La disgustosa lealtà di Obama nei confronti di Wall Street e della City di Londra, anziché del popolo americano, ha portato a innumerevoli disastri, il più grande dei quali deve ancora manifestarsi pienamente, in futuro. Le cinque più grandi banche “too-big-to-fail” detengono 250 mila miliardi di dollari in derivati assolutamente privi di valore. Morgan Stanley, in particolar modo, ne ha venduti ai piccoli risparmiatori di tutta la nazione, dando vita all’ennesima truffa ai danni dei risparmiatori, dello stesso tenore del bail-in pianificato da Obama. Tutto questo mentre la bolla comincia a esplodere!

Sul fronte della disoccupazione, novantaquattro (94) milioni di americani in età da lavoro risultano senza occupazione, e costituiscono una forza morente. Il tasso di accelerazione della perdita di capacità produttiva è aumentato esponenzialmente sotto gli occhi di Obama, che continuava a parlare di “ripresa economica”.

I britannici stanno portando avanti un analogo assalto alle nazioni dell’Europa continentale. Essa è sull’orlo di un disastro: il suo malatissimo sistema bancario è messo in ulteriore pericolo dal programma “salvifico” del bail-in e, d’altra parte, essa non riesce a fronteggiare le ondate di migranti in fuga dalle regioni in cui imperversano le guerre imperiali o sono attive le politiche maltusiane (Asia Sudoccidentale, Africa). I migranti in fuga sono posti in una condizione che potrebbe essere usata dagli stessi britannici per innescare una “Nuova Guerra dei Cent’Anni” di scontri tra religioni (guerra permamente). La crisi è ormai esistenziale: l’UE si troverà ad affrontare la propria dissoluzione qualora venga abolito il sistema di Schengen; l’odiato Ministro tedesco Schaeuble reagisce auspicando un Piano Marshall per il Medio Oriente, costretto dalla realtà a far eco a Helga Zepp-LaRouche, ma solo nella speranza di salvare quest’Europa dal collasso e dal caos totali.

Il sistema transatlantico si sta disintegrando, ma con la guida di Cina, Russia ed India alcune parti dell’Eurasia perseguono un nuovo paradigma economico e culturale, quello dello sviluppo reciproco (la cooperazione per la crescita che la Cina ha definito con l’anglismo “win-win”). Il Presidente cinese Xi Jinping ha concluso un viaggio in Arabia Saudita, in Egitto e in Iran, indicando l’adozione di una nuova prospettiva per l’avanzamento della specie umana, nella speranza che l’Impero Britannico e i suoi complici siano sconfitti nell’immediato.

Concludendo, il vero assalto al popolo americano è condotto a livello culturale: sotto attacco è la capacità cognitiva delle menti dei cittadini, con droghe, media operanti un lavaggio del cervello di massa e altri ritrovati come i videogiochi “spara e ammazza” dai quali sono diventati dipendenti moltissimi giovani, rinunciando implicitamente a maturare le competenze produttive che sarebbero richieste in certi settori del lavoro nazionale.

Ad una guerra culturale occorre rispondere con una soluzione ugualmente culturale. Lo sta facendo lo Schiller Institute, a cominciare dall’esecuzione davanti a oltre mille cittadini del “Messia” di Haendel, suonato da un’orchestra con l’accordatura voluta da Giuseppe Verdi. Questo genere di rilancio completo della classicità è una delle più potenti armi con cui possiamo ispirare ed emancipare una popolazione finora abbrutita e demoralizzata da un secolo di attacchi britannici, cominciati con il progetto “culturale” di Bertrand Russell, H. G. Wells e Aldous Huxley.