Il senatore statunitense Lindsey Graham, noto per lo sfrenato entusiasmo per le guerre imperialiste degli Stati Uniti, è deceduto sabato 11 luglio, al ritorno da una breve visita in Ucraina. Il viaggio di Graham era il decimo che compiva in quel Paese dall’inizio dell’Operazione Militare Speciale di Putin nel febbraio 2022, quando, animato da russofobia e odio personale per Putin, fu tra i primi a chiedere che gli Stati Uniti e la NATO armassero completamente le milizie neonaziste integrate nelle forze di difesa e sicurezza ucraine. Apparve in alcuni video mentre scherzava con i neonazisti banderisti insieme al suo stretto alleato, il collega guerrafondaio senatore John McCain (1936-2018).
Definendo Putin un “delinquente” e un “bullo”, Graham sosteneva che gli Stati Uniti dovessero fornire all’Ucraina un sistema di difesa aerea e missili a lungo raggio per colpire obiettivi in profondità nel territorio russo, mentre Biden e Trump titubavano. Quando gli è stato chiesto dei miliardi di dollari in armi e aiuti forniti dalle amministrazioni Biden e Trump, ha minimizzato i costi, definendoli un “buon affare”, poiché “hanno prodotto russi morti”. Durante le audizioni al Congresso, ha mentito affermando che i fondi fossero in realtà prestiti — sapendo che non sarebbero mai stati rimborsati — oppure che i costi sarebbero stati coperti dal sequestro da parte degli Stati Uniti delle ricchezze di materie prime dell’Ucraina.
Graham si è dimostrato altrettanto squilibrato nel sostegno alle stragi di palestinesi a Gaza da parte del regime di Netanyahu. In un’intervista del febbraio 2026, ha affermato che la morte dei bambini palestinesi era necessaria per garantire la sopravvivenza di Israele. Alla domanda se questo punti di vista rappresentasse i “valori cristiani”, l’ha paragonato agli attacchi degli Alleati nella Seconda guerra mondiale: “Abbiamo forse esitato mentre bombardavamo le città tedesche, affamavamo i civili o sganciavamo bombe su ogni città fino a distruggerla? La guerra è brutale”. Per sconfiggere Hamas a Gaza, Graham ha sostenuto che Israele sarebbe giustificato se usasse armi nucleari. In un’intervista alla NBC nel maggio 2024, disse: “Perché sganciammo due bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki? Per terminare una guerra che non potevamo permetterci di perdere”. Similmente, Israele starebbe combattendo una guerra esistenziale e bisognerebbe dargli “le bombe di cui hanno bisogno per vincere la guerra”.
Questa giustificazione del genocidio sionista lo ha reso benvoluto dal primo ministro Netanyahu, che è stato secondo solo al presidente Trump nelle lodi rivolte a Graham. Trump lo ha definito un “grande patriota americano”, affermando: “In sostanza siamo d’accordo su quasi tutto”. Netanyahu lo ha definito “uno dei grandi paladini dell’alleanza americano-israeliana”, aggiungendo: “Ho perso un caro amico”.
Inutile dire che Graham sosteneva pienamente la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, diffamando i leader iraniani come “nazisti religiosi” e diffondendo la bufala secondo cui l’Iran fosse “a poche settimane” dal possedere armi nucleari.
Trump, che nel 2024 si era presentato come “candidato della pace” impegnato a ridurre il deficit di bilancio, ha forse ribaltato la sua immagine per schierarsi con i guerrafondai che un tempo denunciava ferocemente? L’aumento delle spese per la difesa richiesto da Graham, presidente della Commissione Bilancio del Senato, ha portato il deficit degli Stati Uniti a livelli record. Il debito è cresciuto di 1,9 mila miliardi di dollari nell’anno fiscale 2026, e gli interessi sul debito federale hanno raggiunto i 24 miliardi di dollari a settimana. Trump e Graham hanno concordato un massiccio aumento della spesa per la difesa per il prossimo anno fiscale, aggiungendo 500 miliardi di dollari ai mille miliardi di dollari precedentemente previsti.
La morte ha risparmiato a Graham le accuse per la prossima serie di sconfitte militari e l’implosione finanziaria.