Svizzera, Grecia, Parlamento Europeo: le prossime battaglie per la Glass-Steagall

In Svizzera, il governo ha pubblicato la sua risposta alla mozione che chiedeva la separazione bancaria, approvata due anni fa dalla camera bassa del Parlamento (Nationalrat) con una maggioranza SP-SVP, e come c’era da attendersi, la risposta, pubblicata in una breve dichiarazione del 18 febbraio, sostiene che “un cambiamento nel modello di regolamentazione… non è necessario”. Il governo basa la sua decisione su un rapporto stilato da un “gruppo di esperti” composto di banchieri e rappresentanti degli “enti di vigilanza” quali il capo della Finma Mark Branson, uno degli autori del regolamento di bail-in, ovvero prelievo forzoso. I due partiti favorevoli alla separazione bancaria, SVP ed SP, hanno criticato la risposta del governo, e il segretario generale del SVP Martin Baltisser ha dichiarato: “Le pressioni politiche devono continuare”.

In Grecia la nuova CEO della Banca di Grecia, la più grossa banca privata “sistemica” del paese, sarà probabilmente l’ex ministro dell’Economia Louka Katseli. In un documento del 2014 (vedi), la Katseli ha duramente criticato l’abrogazione del Glass-Steagall Act negli Stati Uniti nel 1999, nonché il Financial Service Action Plan approvato lo stesso anno dalla Commissione Europea, che liberalizzava il mercato finanziario.

A Strasburgo, il disegno di legge sulla “risoluzione bancaria” stilato dalla Commissione UE andrà al voto in Commissione Affari Economici e Monetari il 23-24 marzo. Il testo è un’atrocità a favore dei salvataggi bancari (bail out) e del prelievo forzoso (bail in) per le cosiddette banche sistemiche. Due parlamentari europei italiani, Marco Zanni e Marco Valli, hanno presentato un elenco di 101 emendamenti a quel disegno di legge, che se venissero approvati trasformerebbero il nuovo regolamento UE in una seria riforma bancaria ispirata alla Glass-Steagall.

Molti emendamenti si limitano a sopprimere articoli del disegno di legge inutili in un regime di separazione bancaria, mentre altri propongono dei cambiamenti fondamentali. Ad esempio l’emendamento n.1 stipula che non debbano esserci “garanzie statali implicite” per le attività di trading degli istituti di credito.

Altri emendamenti chiedono di risolvere la crisi senza salvataggi bancari, e di bandire tutte le attività di trading per le banche commerciali.

Gli eurodeputati Marco Zanni e Marco Valli (M5S) spiegano come i loro emendamenti alla “risoluzione bancaria” introducano la separazione bancaria

All’audizione presso il Parlamento Europeo riunito il 25 febbraio scorso, l’eurodeputato Marco Zanni ha affrontato Mario Draghi dicendo che il QE non risolverà nulla e che “l’unica soluzione è la netta separazione bancaria, non quella finta contenuta nella proposta della Commissione”.

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