Il 27 aprile, re Carlo III e la regina Camilla hanno dato il via a una visita di Stato di quattro giorni negli Stati Uniti, al fine di celebrare, secondo Buckingham Palace, “i legami storici e le moderne relazioni bilaterali” tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Dopo aver partecipato a un banchetto di Stato alla Casa Bianca in onore delle due teste coronate il 27 aprile, Carlo ha parlato davanti a una seduta congiunta del Congresso degli Stati Uniti, il secondo monarca britannico a farlo, dopo sua madre Elisabetta nel 1991. Sull’invito dei leader del Congresso era scritto, senza alcun apparente imbarazzo, che “l’esperimento americano perdura in gran parte grazie alla tradizione britannica da cui ha avuto origine”.
Una dichiarazione diffusa dall’Organizzazione LaRouche ricorda che re Carlo è l’erede di un impero il cui bilancio include: la tratta degli schiavi e la spartizione dell’Africa; la conquista, lo smembramento e la fame dell’Irlanda; le guerre dell’oppio contro la Cina; la colonizzazione e la spartizione dell’India, comprese le carestie del Bengala; lo smembramento dell’Asia sud-occidentale con l’accordo Sykes-Picot; e, cosa più rilevante per questa settimana, il progetto post-guerra fredda di organizzazione dell’Anglosfera per un confronto permanente contro Russia, Cina e Iran.
Questa non è la “tradizione” da cui è “scaturito” l’esperimento americano. È, più precisamente, la tradizione contro la quale è stata condotta la Rivoluzione Americana e su cui è stata fondata la Repubblica degli Stati Uniti. I membri del Congresso avrebbero dovuto interrogare Carlo sul suo insabbiamento della vicenda Epstein, ovvero su ciò che sapeva della lunga frequentazione del fratello minore, l’ex principe Andrea, con il pederasta Jeffrey Epstein e sui reati finanziari della “classe Epstein” che continuano ancora oggi. Quanto al presidente Trump, aveva ampiamente messo in mostra l’infantile fascino per lo sfarzo britannico durante la sua visita al Castello di Windsor lo scorso settembre.
Abbiamo chiesto alla candidata presidenziale indipendente Diane Sare un commento sulla visita il giorno in cui i reali sono arrivati a Washington: “Se Benjamin Franklin fosse stato a conoscenza del fatto che nel 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, re Carlo avrebbe pronunciato un discorso davanti a una sessione congiunta del Congresso e ci avrebbe invitato a entrare a far parte del Commonwealth britannico, avrebbe concluso che il popolo americano aveva deciso di non ‘mantenere’ la Repubblica”, ci ha detto la Sare (il suo riferimento è alla famosa risposta di Franklin quando gli fu chiesto cosa fosse stato dato agli americani con la firma della Dichiarazione d’Indipendenza: “una Repubblica, se riuscite a mantenerla”).
Diane Sare ha inoltre osservato: “Considero la sua [di Carlo] visita in linea con quella del criminale di guerra Bibi Netanyahu e del truffatore ucraino Volodymyr Zelenskyy. Purtroppo, come possiamo vedere dall’incapacità di promulgare una Risoluzione sui Poteri di Guerra e di porre fine alla guerra illegale di aggressione contro l’Iran, il Congresso degli Stati Uniti non si prende sul serio. Sono lieta di sostenere l’iniziativa dell’Organizzazione LaRouche, che manifesterà contro la sua visita a Washington, D.C.”