I leader dei paesi membri della NATO si sono affrettati a trovare spiegazioni rassicuranti per la recente ondata di droni ucraini che hanno colpito i paesi membri dell’Alleanza. Ma non il primo ministro slovacco Robert Fico (foto), che ha colto l’occasione per mettere in guardia dal chiaro pericolo che possa scoppiare una guerra su vasta scala, forse innescata da un incidente minore, solo a causa della decisione deliberata dei leader occidentali di escludere la diplomazia.
In una conferenza stampa del 21 maggio, Fico ha dichiarato: “Ho una paura incredibile di qualche provocazione che possa innescare un meccanismo che poi sarà inarrestabile. Se i droni iniziano a volare sopra le teste degli Stati membri della NATO e quei droni sono per lo più ucraini, questo è un problema serio”.
Nel caso di una provocazione, un paese potrebbe sostenere che un membro della NATO è stato attaccato, portando tutti gli altri membri a contrattaccare, dal momento che nessuno sta dialogando con i russi.
In una precedente occasione, Fico aveva riferito che i politici europei lo criticano pubblicamente per aver parlato con Vladimir Putin, ma poi in privato “tutti, nei bagni di Bruxelles, mi chiedono che cosa abbia detto”. Questo stato di “ipocrisia senza fine” crea una polveriera che un fiammifero può far esplodere, ha ribadito la scorsa settimana. Tuttavia, “se i leader parlassero tra loro come dovrebbero, la possibilità che una provocazione [con i droni] possa portare a un conflitto di grandi proporzioni sarebbe minima. Se invece tutti tacciono e nessuno vuole parlare, anche una piccola provocazione potrebbe provocare un disastro”.