Ogni anno, il 20 luglio, la Germania commemora il fallito tentativo di attentato contro Hitler condotto dal colonnello Stauffenberg e altri ufficiali della Wehrmacht nel 1944, denominato “Operazione Valchirie”, su cui sono stati girati numerosi film e documentari. Anche quest’anno personalità di spicco del mondo militare, politico e accademico hanno partecipato alla cerimonia tenutasi a Berlino. La manifestazione, che funge anche da cerimonia di giuramento per le nuove reclute della Bundeswehr, prevede solitamente un discorso di riflessione su quel fallito tentativo, pronunciato da un ospite d’onore. Questa volta è stato scelto lo scrittore e orientalista iraniano-tedesco Navid Kermani autore di numerosi libri e saggi sul Medio Oriente e sul dialogo tra cristiani e musulmani.
Nello stupore di molti, Kermani ha apostrofato senza mezzi termini il Cancelliere Merz, accusandolo di aver “preso l’abitudine di sminuire il diritto internazionale e di sorvolare sulle violazioni dello stesso ogni volta che sembra politicamente opportuno”. Rivolgendosi direttamente alle reclute, ha proseguito: “Siete all’inizio di quella che potrebbe essere una lunga carriera nell’esercito. È improbabile che i prossimi decenni rimangano pacifici come lo sono stati per la Germania, tutto sommato, quelli passati. Se un futuro governo federale dovesse cercare di trascinarvi in una guerra palesemente contraria al diritto internazionale e politicamente disastrosa, come la recente guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, sarà vostro dovere rifiutare l’ordine. Sto parlando di palesi violazioni del diritto. Il diritto internazionale, come ogni legge, è soggetto a interpretazione e comporta molti casi limite – come nel contesto della difesa preventiva o quando, nonostante un genocidio imminente, non sia possibile ottenere un mandato delle Nazioni Unite. Ma la minaccia di annientare un’intera civiltà, o un attacco dichiarato alle infrastrutture civili di un paese, costituisce un’ingiustizia talmente palese che non occorre essere giuristi né consultare la propria coscienza per riconoscerla. E la lezione fondamentale che, non solo la Germania, ma l’intera umanità ha tratto dai crimini della Seconda guerra mondiale e della Shoah è lo Stato di diritto”.
“Tuttavia, l’umanità non è solo capace di imparare dalla storia. Può anche disimparare e lo stiamo vedendo ovunque al momento, poiché quasi nessuno ha vissuto in prima persona il fascismo e la guerra mondiale. Quando proprio il governo federale tedesco assume un ruolo di primo piano nel considerare secondario il diritto internazionale, o quando proprio un cancelliere tedesco è l’unico leader occidentale a difendere la minaccia del presidente americano di spazzare via un’intera civiltà, ciò non è solo devastante per la nostra reputazione… sminuire il diritto internazionale dai livelli più alti invia anche un segnale disastroso per la democrazia. Infatti, se lo Stato di diritto si erode nelle nostre relazioni estere, non passerà molto tempo prima che venga disprezzato anche sul piano interno.”