Che cosa c’è in gioco nella crisi ucraina?

Da due decenni Stati Uniti, Europa e NATO fanno la corte all’Ucraina chiedendole di entrare a far parte della loro alleanza economica e militare. Contrariamente a quanto sostengono i media, lo scopo non è dare all’Ucraina più libertà e crescita economica, ma “contenere” la Russia al punto in cui diventi praticamente indifendibile.

L’installazione del sistema di difesa antimissilistica in Europa orientale funge allo stesso scopo. E’ di questa pasta che sono fatte le guerre mondiali.

I leader russi hanno ribadito più volte che questi sistemi di difesa antimissile sono inaccettabili, in quanto neutralizzerebbero il potenziale russo per un secondo colpo in risposta ad un attacco nucleare dalla NATO. Le potenze occidentali sostengono di dover installare componenti per la difesa anti missili balistici (BMD) in Polonia e nella Repubblica ceca per fermare i missili lanciati dall’Iran (!). Ma se fosse davvero l’Iran la preoccupazione, accetterebbero la proposta russa di installare tali sistemi nel Sud della Russia ed in Azerbaigian, dove geograficamente avrebbero più senso.

In ogni caso, quando ai negoziati P5+1 a Ginevra si è profilato un potenziale accordo con l’Iran, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha sottolineato che tale accordo renderebbe superflui i sistemi antimissile in Europa orientale.

Un altro obiettivo del tentativo di portare via l’Ucraina dalla Russia è quello di impedire che Mosca continui a crescere economicamente, sfruttando l’interdipendenza dai vicini. Entrando a far parte dell’UE, l’Ucraina sarebbe soggetta a tutti i trattati di libero scambio, che ne farebbero un fornitore a buon mercato dell’Europa centrale, ma segnerebbero la fine del suo potenziale industriale ed agricolo. Ne trarrebbero vantaggio le multinazionali, mentre allo Stato verrebbe impedito di tutelare il bene comune ed i suoi cittadini.

Durante tutti questi anni di negoziati con l’Ucraina, è emerso chiaramente il fatto che l’UE non vede questo potenziale gigante come un partner a pari livello, ma solo come un fornitore di materie prime, esattamente come un paese del terzo mondo.

Come ha sottolineato Helga Zepp-LaRouche in una recente dichiarazione, gli ucraini farebbero bene a studiare gli effetti della politica di austerità imposta dall’UE e dalla Troika a Grecia, Cipro, Italia, Spagna e Portogallo, riducendo drammaticamente l’aspettativa di vita in questi paesi. Inoltre l’UE ha appena adottato ufficialmente la politica del bail-in, che prevede il prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini. Conclusione: così come stanno le cose attualmente, altro che promesse vuote, l’Ucraina non ha niente da guadagnare entrando a far parte dell’UE.

D’altro canto, ha sottolineato la signora LaRouche, per la Germania ed altri paesi europei è essenziali mantenere buoni rapporti con la Russia. “E’ giunta l’ora di trarre le dovute conseguenze dal fallimento dell’esperimento dell’UE e dell’Euro tornando alla sovranità in politica economica e monetaria” ha scritto, e sviluppando la cooperazione in un continente di patrie, dall’Atlantico al Mar Cinese.