Alle regionali vince l’astensionismo

di Leonardo Magrini

L’ultima tornata elettorale ha visto, ascoltando i commenti post voto di molti esponenti, il trionfo di tutti gli schieramenti politici. Un vero miracolo! E poco importa che un cittadino su due diserti le urne. Del resto, quando la data elettorale viene fissata a cavallo del ponte della festa della Repubblica, si può affermare con certezza che la partecipazione al voto non sia una priorità per il Governo.

Dov’è quindi la verità sull’esito del voto? Considerando l’alto astensionismo, ritengo più corretto analizzare la quantità di voti anziché le percentuali. Procedendo in questo modo ci accorgiamo che l’unico partito che ha motivo di “festeggiare”, ammesso e non concesso che la situazione lo permetta, è la Lega Nord. Per tutti gli altri il calo in termini numerici dovrebbe far riflettere (nel calcolo non sono considerate le liste affiliate, fonte Istituto Cattaneo).

EUROPEE 2014 POLITICHE 2013
PARTITO DEMOCRATICO -2.143.003 -1.083.557
FORZA ITALIA -840.148 -1.929.827
MOVIMENTO 5 STELLE -893.541 -1.956.613
LEGA NORD +256.803 +402.584

Le dichiarazioni di questi giorni sulle regionali dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, un preoccupante distacco della classe dirigente dalla realtà e dai bisogni dei cittadini. La domanda corretta da porsi su questa tornata elettorale non credo sia “chi ha vinto le elezioni” ma “come riportare i cittadini alle urne”.

E’ evidente che i partiti tradizionali non godano più di alcuna credibilità. Anche il Movimento 5 Stelle, nel quale molti cittadini avevano riposto fiducia alle passate politiche, sembra aver deluso buona parte del proprio elettorato, probabilmente perché non è riuscito a prendere posizioni concrete su molte tematiche, non ultima l’Unione Europea.

Troppo spesso i partiti vengono votati per fede ideologica anziché sui programmi. Troppo spesso i cittadini si rifiutano persino di ascoltare le proposte di chi non è presente nel quadro nazionale; il presupposto è che di ladri ce ne sono già abbastanza. Qual’è, dunque, la via d’uscita da questa situazione di stallo? Chiunque abbia l’aspirazione di incidere sulle politiche nazionali ha bisogno di ottenere la fiducia dei cittadini e questa non può prescindere dal radicamento nel territorio.

Il voto in Toscana è stato un esempio emblematico: il candidato Governatore di Democrazia Diretta Gabriele Chiurli, supportato da MoviSol, unico a proporre soluzioni concrete alla crisi chiedendo il ripristino della separazione bancaria e l’uscita dall’Unione Europea, ha ottenuto una manciata di voti (3.614, 0.26%). Troppo pochi per essere rieletto.

Senza l’accesso ai media tradizionali, oggi troppo asserviti al potere per dare voce a chi si oppone, l’unico modo per divulgare i propri programmi è la presenza sul territorio e il contatto diretto con gli elettori. Serve quindi tempo e pazienza, in una situazione dove ogni minuto che passa qualche azienda chiude e qualche famiglia finisce in mezzo alla strada per via di un’austerità inutile e criminale. Serve l’impegno di tutti coloro che non vanno a votare, perché i diritti si acquisiscono (e si perdono) tramite l’azione politica.

Noi di MoviSol, oltre a denunciare puntualmente le cause della crisi, offriamo delle soluzioni valide non soltanto per l’Italia, ma più in generale per il futuro del genere umano. Se foste stufi di lamentarvi e di non sentirvi rappresentati, aiutateci nelle vostre città a creare dei circoli culturali con i quali diffondere le proposte di Lyndon LaRouche, economista americano la cui lungimiranza è provata dalle sue analisi e proposte.


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