L’Assemblea Generale dell’ONU è l’occasione per la svolta verso un nuovo paradigma

Quando i capi di governo di tutto il mondo si riuniranno a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a partire dal 28 settembre, dovranno decidere a favore di guerra o pace, di sviluppo economico per tutti o di governo di un’oligarchia finanziaria.

Mentre i rappresentanti del mondo transatlantico difenderanno prevedibilmente il loro fallito sistema chiamato neoliberismo, “regime change” e la truffa del riscaldamento globale, saranno posti davanti alla realtà di una differente dinamica, rappresentata dal processo di costruzione del futuro portato avanti dai BRICS.

Il Presidente cinese Xi Jinping sarà presente all’inizio del dibattito, dopo aver incontrato il Presidente Obama il 25. Mentre il Presidente USA ha finora cercato di scaricare sulla Cina la responsabilità di tutti i problemi economici del mondo, arrivando ad accusare Pechino di spionaggio informatico nei confronti degli Stati Uniti (nella patria dell’NSA!), nei due giorni precedenti alla sua visita a Washington Xi incontrerà vari rappresentanti dell’industria americana per proporre loro di cooperare con la politica della Nuova Via della Seta, che comprende anche lo sviluppo di infrastrutture di trasporto negli Stati Uniti.

All’ONU Xi focalizzerà il suo intervento su pace, sviluppo “e la costruzione di un nuovo tipo di relazioni internazionali caratterizzate dalla cooperazione win-win”, secondo il ministro degli Esteri Wang Yi. In quel contesto, egli sottolineerà anche il bisogno di rispettare la sovranità delle altre nazioni e di permettere loro di scegliere la propria via di sviluppo e di sistema sociale. In altre parole, porre fine alle “rivoluzioni colorate” come politica per rovesciare i governi ritenuti di voler opporre resistenza all’oligarchia finanziaria.

Un altro intervento importante all’ONU sarà quello del Presidente russo Vladimir Putin, anch’esso previsto per il 28 settembre, lo stesso giorno di Xi. Si prevede che Putin argomenti a favore di una coalizione mondiale per combattere il terrorismo, in particolare quello dello Stato Islamico e delle sue ramificazioni. Un numero di paesi europei ha già risposto positivamente alla proposta, e persino Obama ha dovuto fare concessioni.

Il senso del messaggio trasmesso da questi due leader e altri che prenderanno la parola all’ONU è che i paesi membri dovrebbero cooperare per sconfiggere i nemici comuni e per raggiungere gli scopi comuni dell’umanità. In altre parole, creare l’armonia tra le diverse culture, come ha recentemente sottolineato Lyndon LaRouche.