Presentata a Pechino la traduzione in lingua cinese dello studio dell’EIR sulla Nuova Via della Seta

A una conferenza stampa a Pechino, il 29 settembre scorso l’Executive Intelligence Review e l’Istituto Chongyang per gli Studi di Finanza hanno presentato al pubblico cinese la traduzione del corposo studio dell’EIR dal titolo “La Nuova Via della Seta diventa il Ponte Terrestre Mondiale”.

Ad ascoltare Helga Zepp-LaRouche (presidente dello Schiller Institute) e William Jones (per l’EIR di Washington) erano presenti una settantina di persone, quindici delle quali in rappresentanza di media cinesi o di centri di ricerca e analisi politico-economica, e funzionari governativi. Sul podio anche nove studiosi cinesi che hanno accolto l’opera, sottolineandone l’importanza alla luce della dottrina del Presidente Xi Jinping detta “One Belt, One Road”. L’Istituto Chongyang ha promesso che sosterrà la diffusione dello studio.

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Wang Wen

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Helga Zepp-LaRouche

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William Jones

Helga Zepp-LaRouche ha ricordato che lo studio è il frutto di un lavoro ventennale. La sua diffusione, ha sostenuto, rappresenta una possibilità unica di cambiare il corso della storia. “Dobbiamo rifuggere dalla geopolitica e orientarci verso un nuovo paradigma per l’umanità”, ha affermato.

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I commenti degli studiosi cinesi sono stati entusiastici. Uno di loro ha rivelato di conoscere lo Schiller Institute da molto tempo e di aver imparato molto dalle sue idee.

“Hanno delle idee davvero notevoli sull’economia; sottolineano il concetto dell’economia fisica. Lyndon LaRouche ha sviluppato la nozione di neghentropia per spiegare le leggi dell’economia. Non possiamo permettere al capitale di controllare ogni cosa. Dobbiamo noi controllare il capitale”, ha affermato.

Un altro ha fatto notare che lo Schiller Institute ha una visione economica assai diversa da quella vigente, e attribuisce grande importanza alle infrastrutture.

“La signora LaRouche ha compiuto grandi progressi con le sue idee”, ha detto.

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Un terzo ha detto che la dottrina “One Belt, One Road” rappresenta il cominciamento di un nuovo ordine mondiale e che dobbiamo trovare i modi per differenziarlo dall’ordine mondiale promosso dagli Stati Uniti d’America.

Un quarto, esponente di un ente cinese di pianificazione, ha sottolineato l’unicità dello studio, lodando il lavoro di preparazione e sollecitando gli esperti cinesi a prendere ad esempio i metodi di analisi impiegati per redigerlo.

Un quinto partecipante, che aveva letto tutto lo studio la sera precedente, ha affermato di aver compreso pienamente che esso parte da una prospettiva globale, e che “prevede il futuro” piuttosto che limitarsi a “spiegare il passato”.

È seguita un vivace dibattito e molte persone hanno chiesto autografi sulle loro copie del dossier. L’Istituto Chongyang ha già ordinato mille copie per distribuirle tra i suoi aderenti e studiosi in Cina.

Il dossier in lingua inglese è stato pubblicato nel novembre del 2014. Si compone di oltre quattrocento pagine, tra le quali quelle dedicate al concetto di “metrica del progresso” sviluppato da Lyndon LaRouche e all’esposizione dei modi per i quali lo sviluppo della Nuova Via della Seta potrà promuovere le economie nazionali di ciascuna regione del mondo.

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