La Nuova Via della Seta apre la strada al futuro, mentre il Forum di Davos resta attaccato al passato

Il contrasto non poteva essere maggiore, la scorsa settimana, tra l’annuale Forum Economico Mondiale di Davos e la prospettiva positiva delineata dal Presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita in Medio Oriente nell’ambito della politica della Nuova Via della Seta.

Lungi dall’approccio geopolitico del “divide et impera” che ha dominato fino ad oggi, i cinesi hanno offerto alla regione sviluppo economico reale, che potrebbe superare la condizione attuale di conflitti settari e giochi di potere, e incidentalmente anche fermare il flusso di rifugiati in Europa.

A Davos, invece, nonostante alcuni tentativi di formulare previsioni positive, l’atmosfera era fosca. Il continuo collasso dei mercati finanziari, “l’incubo del petrolio” e il rischio di spaccatura dell’Unione Europa erano le preoccupazioni principali. Uno dopo l’altro, i relatori hanno ammonito del pericolo di una Brexit (l’uscita della Gran Bretagna dell’UE), altri dell’ovvio fallimento della politica della BCE per salvare le banche, nonostante le promesse di Mario Draghi di fornire altro stimolo.

Il megaspeculatore George Soros ha previsto che l’Unione Europea è sull'”orlo del collasso” per i conflitti interni sull’emergenza rifugiati. Il Premier francese Manuel Valls ha espresso il timore che crolli a lungo andare tutto il “progetto europeo” a causa del terrorismo e dell’ascesa del populismo sul tema dei migranti. La realtà ha fatto capolino al punto che perfino il ministro del Tesoro tedesco Schäuble ha proposto un Piano Marshall per il Medio Oriente per fermare il flusso di rifugiati.

La realtà è, come abbiamo già sostenuto, che ci troviamo nel mezzo di una crisi finanziaria peggiore di quella scoppiata nel 2007. Questo giudizio è stato condiviso da William White, presidente del comitato di revisione dell’OCSE ed ex economista capo della Banca per i Regolamenti Internazionali (BIS) in un’intervista concessa ai margini del Forum ad Ambrose Evans-Pritchard, pubblicata il 20 gennaio sul Daily Telegraph [http://www.telegraph.co.uk/finance/ financetopics/davos/12108569/World-faces-wave-of-epic-debt- defaults-fears-central-bank-veteran.html]

“La situazione è peggiore che nel 2007,” ha dichiarato White. Negli ultimi otto anni il debito è aumentato arrivando a livello allarmanti, e “diventerà ovvio alla prossima recessione che molti di questi debiti non verranno mai ripagati… La questione è se saremo capaci di guardare in faccia la realtà ed affrontare ciò che è in arrivo in modo ordinato o in modo disordinato. I giubilei del debito esistono da 5.000 anni, e risalgono all’epoca dei sumeri.”

White ha ragione sul condono del debito. Quello che non dice è che per distinguere tra debiti legittimi e debiti illegittimi sono necessarie riforme come la legge Glass-Steagall.