Galbraith sfata nove miti sulla crisi greca

In un editoriale su Politico il rinomato economista americano James K.Galbraith, che conosce bene la Grecia ed ha lavorato negli ultimi 4 anni con l’attuale ministro dell’Economia ellenico Yanis Varoufakis, sfata i miti diffusi dai nostri media sulla crisi greca. Ecco alcuni luoghi comuni che smentisce:

1. Il referendum è sull’Euro. Non appena il Premier greco Alexis Tsipras ha annunciato il referendum, François Hollande, David Cameron, Matteo Renzi, e il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel hanno dichiarato ai greci che un NO equivale all’uscita della Grecia dall’Euro. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, è andato oltre: ha detto che il NO significa lasciare l’Unione Europea. In realtà il governo greco ha ribadito più volte che, sì o no, resterà nell’Unione e nell’Euro. E legalmente, stando ai trattati, la Grecia non può essere espulsa.

2. L’FMI è stato flessibile. La direttrice dell’FMI Christine Lagarde sostiene che la sua istituzione ha mostrato “flessibilità” nei negoziati coi greci. In realtà l’FMI non ha concesso quasi niente per quattro mesi: non su tasse, pensioni, stipendi, o la riduzione del debito greco.

3. I creditori sono stati generosi. Angela Merkel ha definito “molto generose” le condizioni imposte alla Grecia dai creditori. In realtà i creditori hanno continuato ad insistere su programmi di austerità draconiana (…) ed hanno respinto anche la proposta di ristrutturazione del debito, che è ovviamente necessaria.

4. La Banca Centrale Europea ha protetto la stabilità finanziaria greca. In realtà la BCE ha tagliato i finanziamenti diretti alle banche greche, concedendo solo liquidità a gocce e costi altissimi a condizioni di “emergenza”. Questo ha messo in difficoltà le banche e paralizzato l’attività economica.

9. Un voto per il NO distruggerà l’Europa. In realtà, solo il NO può salvare la Grecia e salvare l’Europa. Il NO significa che il popolo greco non si piegherà, che il suo governo non fallirà e che i creditori saranno costretti, finalmente, ad affrontare i fallimenti della politica europea fino ad oggi. A quel punto potranno riprendere i negoziati, anzi, potranno iniziare dei veri negoziati. Questo è vitale se vogliamo salvare l’Europa. Se c’è mai stato un momento in cui gli Stati Uniti dovrebbero pronunciarsi per la decenza e i valori democratici, e per i nostri interessi nazionali, è oggi”.

FONTE: http://www.politico.com/agenda/story/2015/07/9-myths-about-the-greek-crisis-000131

Un altro articolo di Jean Sebastien sfata invece il mito delle “baby pensioni” spesso citato a sproposito da Renzi, secondo cui i greci andrebbero in pensione a 55 anni, e documenta: “falso. L’età media del pensionamento è perfino leggermente più alta della media UE a 27 Stati prima del 2015. E da quest’anno l’età massima lavorativa arriva a 67 anni sia per uomini che donne.”

al link riportato qui sotto tutti i grafici a supporto di quanto affermato:

http://www.opinione-pubblica.com/2015/07/03/i-luoghi-comuni-da-sfatare-sulla-grecia/

FONTE: scenarieconomici.it