Conseguenze del golpe occidentale in Ucraina sugli interessi strategici russi

Un memorandum intitolato “Salvare l’Ucraina”, stilato da esperti dell’Izborsk Club, un influente gruppo intellettuale russo, è stato pubblicato dall’edizione del 12 febbraio del settimanale russo Zavtra. Il documento definisce il “golpe nazifascista strisciante in Ucraina” una minaccia strategica contro la Federazione Russa, e si auspica una diplomazia di emergenza tra Russia e America se necessario, rifacendosi al precedente della Crisi dei Missili di Cuba del 1962.

Alcune valutazioni e idee espresse nel memorandum coincidono con recenti interviste e articoli del Consigliere Presidenziale Sergei Glaziev e del gen. Leonid Ivašov, entrambi membri dell’Izborsk Club e tra gli autori del libro bianco strategico pubblicato dal Club nel 2013.

Per chi è vittima della propaganda antirussa dei media è particolarmente istruttiva la disamina delle conseguenze dirette che un regime “basato su un’estrema ideologia nazionalista” avrebbe sugli interessi strategici russi.

Queste comprendono l’espansione militare verso Est degli Stati Uniti e della NATO; il rifiuto della presenza delle Forze Armate Russe in Crimea, inclusa la base navale di Sebastopoli; epurazione di strati di popolazione filo-russa nell’Ucraina orientale e meridionale, che condurrebbe ad un flusso di rifugiati nella Federazione Russa; distruzione delle capacità manifatturiere ucraine che svolgono lavori in appalto per il complesso militare-industriale russo; la creazione di basi per l’addestramento di terroristi che inizieranno ad operare su territorio russo; l’estensione di tecniche alla “Euromaidan” alle grandi città russe; l’apertura di inchieste su Gazprom, Rosneft e i loro manager, come pure cause legali intentate dal nuovo governo ucraino presso tribunali occidentali.

Il memorandum si conclude con una serie di misure suggerite al governo russo per allontanare il pericolo, come assistenza economica all’Ucraina, una dichiarazione ufficiale di Mosca che “la Russia non accetterà la creazione di uno stato fascista e antisemita vicino ai nostri confini”, e negoziati diretti tra Stati Uniti e Russia.

Un altro intervento importante è l’intervista, postata il 10 febbraio su km.ru, del gen. Leonid Ivashov, l’ex capo delle relazioni esterne del ministero della Difesa russo e attuale presidente dell’Accademia di Studi Geopolitici. “Ciò che vediamo in Ucraina e Siria”, ha detto, “è un progetto occidentale, un nuovo tipo di guerra: in entrambi i posti si vede un chiaro approccio anti-russo ed è noto che oggi le guerra cominciano con la disinformazione e la guerra psicologica”.

Ivashov ha ricordato che le navi militari USA sono già entrate nel Mar Nero. “Dopo la guerra d’informazione, si stanno preparando ad un’operazione terrestre e navale. Possibilmente anche aerea”.

Molti influenti esperti russi e occidentali sono del parere che Mosca non lascerà che gli USA e la NATO perseguano questa politica.