Un vertice delle grandi potenze per allontanare il pericolo di guerra e sconfiggere le pandemie

L’allarmante aumento dei casi di Covid-19 in Europa alla vigilia della riapertura delle scuole si aggiunge ai timori derivanti da incertezza economica, instabilità politica e il possibile crollo delle bolle finanziarie. Allo stesso tempo assistiamo ad un’escalation delle provocazioni occidentali, sia verbali che militari, contro Cina e Russia.
Negli ultimi giorni, aerei militari statunitensi hanno sorvolato le manovre militari cinesi in corso nel Mar Cinese Meridionale, costringendo Pechino a rispondere col lancio dimostrativo di due missili nell’oceano. Nel frattempo, le navi da guerra USA continuano a pattugliare l’area in una missione in cui si sono auto-nominati protettori dei vicini della Cina. Simultaneamente, i falchi cercano apertamente di attizzare conflitti tra Taiwan e Pechino dopo aver già spiccato sanzioni su un numero di imprese di costruzione cinesi che lavorano alla Belt and Road Initiative.
Inoltre, il 28 agosto, per collaudare la prontezza di reazione NATO contro la Russia, una squadra di bombardieri B52, scortata da caccia, ha sorvolato diversi paesi membri dell’Alleanza. Lo stesso giorno la flotta russa stava conducendo una grande manovra, la più ampia dalla fine dell’Unione Sovietica, nella regione artica prossima all’Alaska.
Sul fronte diplomatico si assiste al tentativo di destabilizzare e isolare Mosca incoraggiando le proteste e anche altro in Bielorussia, dove però per la NATO e l’UE è difficile ripetere lo scenario ucraino. In questo contesto, come da copione, è avvenuto il presunto avvelenamento di Alexei Navalny, personaggio di opposizione in Russia la cui popolarità, già scarsa, era in declino. Il caso Navalny ricalca quello di Skripal, che funse da pretesto per le sanzioni emesse da Trump e dai leader europei contro la Russia, nonostante l’assenza di prove verificabili.
In questa situazione tesa, una piccola incomprensione o un errore di calcolo potrebbe avere conseguenze gravi e irreversibili. Se Trump, Putin e Xi si incontrassero e discutessero assieme di tali problemi, non condizionati da “consiglieri”, essi potrebbero verosimilmente lanciare iniziative per allentare le tensioni e rafforzare la cooperazione. Se un vertice dei tre non è possibile, l’opzione di riserva è il vertice dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, proposto da Putin. La conferenza dello Schiller Institute il prossimo weekend discuterà dei temi che dovrebbero essere all’ordine del giorno in tale vertice.

Programma preliminare della conferenza dello Schiller Institute 5-6 settembre

La conferenza verrà trasmessa in diretta su Zoom e YouTube. Sarà disponibile la traduzione in spagnolo, francese e tedesco sulla piattaforma Zoom.

(Il seguente è un elenco parziale dei relatori. Ogni sessione verrà seguita da un lungo periodo per domande e riposte)

SESSIONE I (sabato ore 16)

Superare la geopolitica: Perché un vertice P-5 è urgentemente necessario ora

– Helga Zepp-LaRouche (Germania), fondatrice e presidente dello Schiller Institute

  • Andrey Kortunov (Russia), Direttore Generrale del Consiglio Russo per gli Affari Internazionali
  • Zhu Feng (China), Docente sui Rapporti Internazionali e direttore esecutivo del China Center for Collaborative Studies of the South China Sea, Nanjing University
  • Dr. Edward Lozansky (U.S.), American University a Mosca; Università Statale di Mosca

– Marco Zanni (Italia), presidente del gruppo Identità e Democrazia del Parlamento Europeo

– William Binney (USA), ex direttore tecnico, National Security Agency

– Ed Lozansky (USA), Università Americana di Mosca; Università Statale di Mosca

– Martin Sieff (USA), Corrispondente Estero, Washington Times, UPI

– Jim Jatras (USA), ex consigliere per i rapporti con l’estero del gruppo repubblicano al Senato USA

– Colonnello Richard H. Black, in congedo (USA), ex capo della divisione di diritto penale dell’esercito al Pentagono; ex senatore della Virginia

SESSIONE II (sabato ore 21)

Il ruolo della scienza nella creazione del futuro dell’umanità

– Jason Ross (USA), consulente scientifico dello Schiller Institute

– Scienziati di spicco provenienti dalla Russia, dagli Stati Uniti e dalla Francia

SESSIONE III (domenica ore 16)

L’iniziativa Belt and Road diventa il ponte terrestre mondiale: L’incompiuta di Franklin Delano Roosevelet

– Dr. Joycelyn Elders (USA), ex ministro della Sanità degli Stati Uniti

– Michele Geraci (Italia), ex Sottosegretario allo Sviluppo Economico

– Dott.ssa Natalia Vitrenko (Ucraina), Presidente del Partito Socialista Progressista, ex deputato e candidata alle presidenziali

– Marcelo Muñoz (Spagna), fondatore e presidente emerito di Cátedra Cina, decano degli imprenditori spagnoli in Cina

– Marlette Kyssama-Nsona (Repubblica del Congo), chimico farmaceutico, dirigente politico della Lega Panafricana UMOJA e specialista in questioni di salute pubblica

SESSIONE IV (domenica ore 21):

Costruire la fiducia nei rapporti internazionali: Il ruolo della cultura classica e la lotta contro la fame nel mondo

– Jacques Cheminade (Francia), presidente del partito Solidarité & Progrès, ex candidato alla presidenza

– Marcia Merry Baker (USA), Comitato Editoriale di EIR

– Bob Baker e dirigenti agricoli americani

– Fred Haight (Canada), Schiller Institute

– Michael Billington (USA), direttore dell’intelligence per l’Asia, EIR

– Messa in Do di Beethoven, Coro dello Schiller Institute

A questo link è possibile registrarsi per seguire la conferenza sulla piattaforma Zoom, che include anche la traduzione simultanea in francese e spagnolo, per chi non parla l’inglese.

Pubblichiamo la prima sessione su “andare oltre la geopolitica: perché è urgente un vertice P5 ora”