La dinamica della Nuova Via della Seta è inarrestabile

Il 18 ottobre, il Presidente cinese Xi Jinping (nella foto, col Segretario di Stato USA Tillerson) ha aperto il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese presentando una visione ottimistica del futuro per la Cina e per il mondo, basata sul percorso tracciato per i prossimi trent’anni. Puntando sul significato dell’Iniziativa Belt and Road (la Nuova Via della Seta) e sul ruolo della scienza e dell’innovazione come volani dello sviluppo economico. Xi ha sottolineato che la Cina persegue “il destino comune dell’umanità e la pace e la stabilità durature”.

Prossimamente, lo sguardo sarà diretto al viaggio di Donald Trump in Asia all’inizio di novembre, e in particolare alla sua visita di stato in Cina l’8 novembre. Ci si attende che Xi rinnovi l’offerta agli Stati Uniti d’America di aderire pienamente alla Belt and Road. C’è una forte pressione in senso contrario da parte della fazione dell’Impero Britannico negli Stati Uniti (il “Deep State”), riflessa nell’incessante caccia alle streghe contro Trump scattata dopo le elezioni. Ma se Trump dovesse aderire, il gioco cambierebbe. Come propone lo Schiller Institute, il debito del Tesoro americano in mano ai cinesi (e ad altri) potrebbe essere convertito nel capitale di una nuova banca per le infrastrutture la quale lo investirebbe in urgenti progetti negli Stati Uniti.

Anche l’Europa dovrebbe saltare sul carro della Nuova Via della Seta, invece di rimanere attaccata alle strutture e alla politica di un’Unione Europea che gli elettori respingono sempre più. L’UE e la BCE hanno fallito miseramente, come mostrano i dati implacabili della povertà e della disoccupazione, specialmente nell’Europa Meridionale. La Grecia, che è stata letteralmente torturata dalla Troika, lo ha capito e ha assunto un nuovo ruolo nella Via della Seta Marittima, che la pone al centro dello sviluppo eurasiatico.

In questo quadro, assume particolare importanza il fatto che per la prima volta dal 1994, un capo di governo greco è stato ricevuto alla Casa Bianca. Alla conferenza per la stampa congiunta di Trump e Tsipras, il Presidente americano ha espresso il “sostegno a un piano responsabile di riduzione del debito” greco, cosa che l’UE ha sempre rifiutato. È la seconda volta che Trump parla di riduzione del debito, dopo averlo fatto in occasione della visita al Portorico devastato dall’uragano. Entrambe le dichiarazioni hanno scatenato il panico a Wall Street, dove si teme un crac in ogni momento.

Anche per questo, benché molti in Occidenti si sforzino di parlare male della Cina, l’Iniziativa Belt and Road è diventata la dinamica globale cruciale, inarrestabile.