Il Presidente Trump e il movimento di LaRouche convergono nell’ispirare il ritorno ad una missione umana nello spazio

Sabato scorso, 25 marzo 2017, il Presidente degli Stati Uniti ha parlato per cinque minuti annunciando la sua intenzione di riportare la nazione nello spazio extraterrestre, dopo sette anni di distruzione della NASA e del suo programma spaziale da parte di Barack Obama. L’ispirazione per questo importante discorso è venuta dalla sorte del Telescopio Hubble, posto in orbita nel 1995 per scoprire, al di fuori di quanto programmato, che esistono migliaia o milioni, se non di più, di nuove galassie da scoprire. Come ha detto Donald Trump: “La scoperta fu assolutamente sorprendente. Ma l’indimenticabile immagine non soddisfò del tutto la nostra profonda fame di conoscenza. Essa è cresciuta ancor di più e ci ha ricordato quanto poco conosciamo dello spazio; francamente, quanto poco conosciamo della vita”.

Forse non è una coincidenza che lo Schiller Institute e la Fondazione per l’Energia della Fusione, fondati da Helga e Lyndon LaRouche, abbiano tenuto in contemporanea due conferenze, a Monaco di Baviera e a Houston nel Texas, per celebrare il grande scienziato tedesco-americano Krafft Ehricke, nato cento anni fa. Mentre alcune presentazioni a Monaco hanno affrontato la vita straordinaria ed il carattere di Ehricke e la sua stretta collaborazione con i coniugi LaRouche, durante la sua presentazione un astronauta svizzero, il prof. Claude Nicollier, che visitò il Telescopio Hubble durante le sue quattro missioni spaziali, ha mostrato alcune fotografie meravigliose delle galassie scoperte grazie alla macchina opto-elettronica.

Solo qualche minuto dopo, quando la videoregistrazione di Trump è stata spedita alla conferenza immediatamente dopo la sua pubblicazione da parte della Casa Bianca, il pubblico presente ha provato stupore e ispirazione nel ritrovare in essa le stesse immagini mostrate loro (vedi foto).

Con poche eccezioni, i media americani dell’establishment, fissati sul tentativo di intaccare e distruggere la nuova Presidenza facendo uso di menzogne imperiali britanniche sul presunto pericolo costituito dalla Russia per il mondo, hanno ignorato totalmente questa presentazione storica. Nessun presidente, dopo l’appello di John F. Kennedy sull’allunaggio e l’appello di Ronald Reagan alla cooperazione russo-americana per la creazione di un’Iniziativa di Difesa Strategica spaziale per sconfiggere le armi nucleari, ha mai ispirato la nazione americana così tanto e i media corrotti purtroppo ostacoleranno in questa relazione con il loro Presidente.

Come all’epoca dell’Iniziativa di Difesa Strategica, ispirata direttamente da Lyndon LaRouche, il Presidente degli Stati Uniti d’America promuove una politica prefigurata da LaRouche, in alcuni casi in modo esclusivo – negli ultimi cinquant’anni. Considerate, per esempio, il mediometraggio elettorale “La Donna su Marte” del 1987; il periodico “Guerra alla droga” degli anni Ottanta; il programma di ripristino del Sistema Americano e dello sfruttamento delle scoperte concettuali di Alexander Hamilton; le Grandi Opere per lo sviluppo mondiale; l’approccio delle Quattro Potenze per unire Stati Uniti, Cina, Russia e India; il libro suo e dei suoi collaboratori “Non vi sono limiti allo sviluppo” del 1983: sono tutti elementi di politica economica che si stanno riflettendo nella politica presidenziale.

Il discorso di Donald Trump sulla NASA

Miei concittadini americani,

questa settimana, in compagnia di alcuni astronauti, ho avuto l’onore di porre in vigore con la mia firma la Legge di Autorizzazione alla Transizione della NASA. Con questa legge rinnoviamo il nostro impegno nazionale nella missione della NASA di esplorazione e scoperta. Continuiamo così una tradizione che è vecchia come l’umanità. Osserviamo il cielo con senso di meraviglia e curiosità. Più di due decenni orsono, uno scienziato seguì la propria curiosità e cambiò in modo decisivo la nostra comprensione dell’universo. Era l’anno 1995. I contribuenti americani stavano spendendo miliardi di dollari nel programma del Telescopio Spaziale Hubble della NASA. L’astronomo incaricato ebbe un’idea inaudita. Volle usare il costoso telescopio in un modo assolutamente non convenzionale.

Invece di puntare lo specchio verso le stelle a noi prossime o a formazioni lontane, Robert Williams volle mirare nel vuoto. Orientà il grosso telescopio verso una delle più vuote regioni della volta stellata. Per dieci giorni durante il Natale del 1995, il Telescopio Hubble sondò l’abisso alla ricerca di luce proveniente dall’oscurità cosmica, che era totale.

I suoi colleghi astronomi non sapevano se avrebbe scoperto qualcosa. Ma Williams fu premiato e il mondo intero fu sorpreso dalle stupefacenti immagini raccolte dal nostro satellite. In quel piccolo fazzoletto di cielo l’Hubble Deep Field mostrò l’esistenza di migliaia di lumi. Ciascuna macchia brillante rappresentava non una singola stella, ma una galassia intera.

La scoperta fu assolutamente sorprendente. Ma l’indimenticabile immagine non soddisfò del tutto la nostra profonda fame di conoscenza. Essa è cresciuta ancor di più e ci ha ricordato quanto poco conosciamo dello spazio; francamente, quanto poco conosciamo della vita.

Con la legge per il finanziamento della NASA di questa settimana continuiamo il progresso del telescopio che segue Hubble, il James Webb Space Telescope. È meraviglioso. Il Webb Telescope sarà posto in orbita l’anno prossimo. Frugherà all’indietro nel tempo e nello spazio alla ricerca delle prime stelle e delle galassie primordiali dell’universo. Possiamo soltanto immaginare quali visioni incredibili ci offrirà.

Mentre Washington è consumata dai dibattiti quotidiani della nostra nazione, sono orgoglioso che il Congresso sia sia unito in modo […] per riaffermare il nostro impegno nazionale a espandere le frontiere della conoscenza.

Le più grandi scoperte della NASA ci insegnano molte, moltissime cose. Una lezione è nella necessità di vedere vecchi problemi con un occhio nuovo. Di avere il coraggio di cercare risposte laddove non abbiamo mai guardato. Di pensare in modi nuovi poiché ci pervengono nuove informazioni. La maggior parte delle nuove scoperte di ricorda che in America qualunque cosa è possibile, se abbiamo il coraggio e la saggezza di imparare.

Nel corso della vita di una persona, la nostra nazione passò dalle immagini in bianco e nero dei primi aeroplani alle immagini splendide delle galassi più antiche, catturate da una macchina posta in orbita attorno alla Terra.

Sono fiducioso che se gli americani possono compiere queste cose, non avremo problemi irrisolvibili. Non v’è alcuna sfida che non possiamo affrontare. Non v’è uno scopo che sia troppo alto.

Qualunque cosa occorra e per quanto tempo ci voglia, siamo una nazione di risolutori di problemi e il futuro ci appartiene.

Siamo davvero un grande Paese in cui vivere. Amo l’America.