Può accadere anche qui: la corsa di Neron-obama verso il totalitarismo

Il modo in cui i leader occidentali hanno esultato per la sanguinaria esecuzione di un capo di stato che tutti avevano corteggiato per molti anni rende una testimonianza agghiacciante del crollo del diritto internazionale e dell’avanzamento dell’epoca buia contro cui Lyndon LaRouche ammonisce da decenni.

Nonostante le smentite, l’esecuzione di Gheddafi era l’obiettivo dei governi di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, appoggiati dalla NATO. Il suo convoglio è stato attaccato da un Predator Americano e da un aereo francese.

Questo spettacolo di illegalità contraddistingue la politica adottata nel mezzo del peggior collasso finanziario della storia (cfr. Strategic Alert 41,42/11). L’intenzione è quella di usare il terrore per schiacciare individui e nazioni nel processo di adozione di misure dittatoriali per salvare un sistema finanziario e di potere non più salvabile. “Stiamo assistendo alla disintegrazione della civiltà”, ha detto Lyndon LaRouche ad un gruppo di collaboratori il 22 ottobre. “Ciò che avete visto in quell’orrido spettacolo in Libia è solo l’esempio di ciò che ci attende in molte parti del mondo, compreso il territorio degli Stati Uniti d’America. Siamo tutti nel raggio d’azione di ciò che è stato fatto a Gheddafi questa settimana”.

Negli Stati Uniti “il nome del nemico naturalmente è quello dell’attuale presidente, un lunatico omicida delirante, che non ha alcuna moralità”, ha incalzato LaRouche, ricordando di come avesse visto giusto nell’aprile 2009, quando denunciò Obama come un pericoloso narcisista patologico la cui permanenza alla Casa Bianca in un periodo di crisi avrebbe messo a repentaglio la stessa esistenza degli Stati Uniti e del mondo.

LaRouche ha avuto parole particolarmente pesanti nei riguardi del senatore John Kerry che, come presidente della Commissione Esteri del Senato, nel giugno scorso introdusse la risoluzione che autorizzava l’intervento militare in Libia di Obama nonostante il Presidente non avesse nemmeno chiesto l’autorizzazione prescritta dalla legge. Kerry ha definito l’assassinio di Gheddafi “una vittoria del multilateralismo e un successo della politica di coalizione”.

Il Vicepresidente Biden ha addirittura accennato a una specie di nuova Dottrina Obama il 20 ottobre, affermando: “Questa è più la prescrizione di come comportarsi nel mondo in futuro, che una vicenda del passato”.

L’ex ministro della Difesa di Bush, Donald Rumsfeld, ha reso esplicito l’avvertimento di Obama agli altri capi di stato mediorientali. Rumsfeld ha scritto su Twitter: “Al-Assad e Ahmadinejad riflettano bene sulle notizie di stamattina su Gheddafi. I loro popoli potrebbero decidere che i prossimi saranno loro due”.

L’organizzazione di LaRouche negli Stati Uniti ha intensificato la campagna per incriminare il Presidente, che LaRouche ha definito “peggio di Hitler”. Obama “è come Nerone”, ha detto LaRouche, e a meno che non sia rimosso presto, potremmo persino correre il rischio di una guerra nucleare. Si moltiplicano le voci autorevoli che chiedono l’impeachment del Presidente per l’esecuzione extragiudiziaria dei cittadini USA.

Il Commissario ONU per i Diritti Umani e un numero crescente di organizzazioni ora chiedono un’inchiesta sulla morte di Gheddafi. In questo contesto, le dichiarazioni di leader russi e di altri paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU potrebbero condurre a iniziative utili per fermare Neron-obama e ristabilire il diritto internazionale. Il 22 ottobre, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che l’assassinio di Gheddafi è stato una violazione delle regole della Convenzione di Ginevra. Dovrebbero essere scrutinate le azioni della NATO precedenti la morte dell’ex leader libico, per verificare se sono state conformi al diritto internazionale, ha detto Lavrov.

Anche l’inviato russo presso la NATO Dimitri Rogozin ha deprecato l’esaltazione occidentale per la morte di Gheddafi. “Le facce dei leaders delle democrazie mondiali esprimono contentezza come se ricordassero quando, da bambini, impiccavano i gatti in cantina”, ha scritto Rogozin su Twitter il 21 ottobre.