L’economia del futuro, dal punto di vista dell’evoluzione e del potere dell’uomo di creare e scoprire

Sébastien Drochon, Ufa, Russia, 31 luglio 2015
Presentazione al primo forum giovanile dei BRICS e dell’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (OSC).

Egregi partecipanti,
vorrei in primo luogo ringraziare gli organizzatori di questa conferenza per avermi invitato qui a parlare in qualità di rappresentante dello Schiller Institute.

Venendo dalla Francia, colgo l’occasione di parlare dell’importanza che questo forum giovanile dei BRICS e della Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione potrebbe avere, come prospettiva per il futuro, riferendomi ad alcune idee fondamentali del biogeochimico russo Vladimir Vernadskij e dell’economista americano Lyndon LaRouche.

In primo luogo, poiché Vernadskij lavorò intensamente in Francia, insieme a eminenti scienziati quali Henri Le Chatelier, Ferdinand Fouqué o i coniugi Curie, e – come ebbe a dire – la Francia fu una luce di ispirazione per le sue scoperte.

In secondo luogo, poiché in questo momento storico in Francia v’è una grande promozione del pessimismo culturale, attraverso il celebre vertice sul clima, il COP 21, organizzato a Parigi per il prossimo dicembre.

Sfortunatamente, a quel vertice, coerentemente con il falso presupposto che indica lo sviluppo dell’uomo sulla Terra come un elemento necessariamente distruttivo, saranno promosse delle politiche di sottosviluppo e di spopolamento.

Così, per sfatare questa concezione riduzionista dell’uomo, ho voluto impiegare alcuni concetti fondamentali di Vladimir Vernadskij e di Lyndon LaRouche.

Il primo di questi è quello di biosfera, che Vernadskij definì come quel dominio unificato di azione di tutti gli organismi viventi, quella forza geologica che trasforma la superficie terrestre nel corso della scala evolutiva.

Vernadskij dimostrò che l’evoluzione della vita è caratterizzata da una crescita dell’efficienza energetica, ottenuta tramite la crescita della potenza del metabolismo biologico degli organismi in evoluzione.

In altre parole, tramite ciò che l’economista americano Lyndon LaRouche definirebbe oggi un incremento della densità di flusso energetico nell’intero processo della biosfera.

È un fatto che la Terra abbia subìto passaggi successivi di un’evoluzione verso l’alto: dagli anfibi vennero i rettili e infine l’era del dominio dei mammiferi.

A un certo punto, però, comparve una specie completamente differente, che cambiò il pianeta: quella degli esseri umani.

Che c’è di male? Stando al principio di Vernadskij, nulla.

Poiché, come fece la vita, anche l’uomo divenne sul pianeta una forza geologica, ancor più potente, accrescendo la densità di flusso energetico della sua azione.

Qual è la differenza? L’uomo lo fa per mezzo della sua mente creativa, tramite il progresso tecnologico, non per la sua propria biologia.

Qui ci colleghiamo al secondo concetto, quello della noosfera (dalla parola “noos”, che in greco significa “mente” o “pensiero”).

Essa è il dominio di azione dell’essere umano creativo, espressa nell’agricoltura, nelle infrastrutture, nell’industria, nella esplorazione spaziale, ecc.

Arriviamo al contributo dato da Lyndon LaRouche nel campo dell’economia fisica, con l’affermazione che la creatività umana è, grazie al progresso culturale e scientifico, una forza naturale e necessaria del nostro universo, e come tale deve essere considerata.

Occorre tuttavia notare che questa forza non ricava la propria potenza dall’esperienza passata, bensì dal futuro a venire. Questa è l’espressione fondamentale di ciò che significa “creatività”.

Su questa idea vi cito direttamente Lyndon LaRouche:

“Il principio dell’umanità è fondato sulla capacità dell’uomo di prevedere la prossima fase desiderabile del futuro.

Ciò che è importante degli esseri umani è la scoperta di qualcosa che l’umanità prima non conosceva; il vedere il futuro; il cogliere il futuro; l’apprendere il futuro”.

Tenendo a mente questo, possiamo affermare che esistono soluzioni all’attuale crisi finanziaria e strategica, e che tali soluzioni stanno nella nostra visione del futuro.

Esse sono espresse anche nel nuovo ordine economico che le nazioni BRICS, insieme ad altre, come quelle della OSC, stanno offrendoci in forma di prospettiva. Si tratta di una nuova era di progetti infrastrutturali e scientifici, con il sostegno dell’energia della fissione e della fusione nucleare.

Per rendere possibile tutto questo occorre che le nazioni europee e gli Stati Uniti d’America condividano questo sforzo e colgano l’occasione di rendere reale questo legittimo futuro.

Ciò è quanto lo Schiller Institute ha sempre sostenuto e difeso, e per cui continua a combattere.

Grazie per l’attenzione.

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