LaRouche: intervenendo in Siria, Putin può cambiare le regole del gioco

Lyndon LaRouche ha espresso il suo sostegno al Presidente russo Putin, che si accingerebbe a intervenire militarmente in Siria per difendere il governo sovrano di Baššār al-Assad dalla violenza e dalla follia dell’ISIS. Un intervento russo in questo momento fungerebbe da “fattore di cambiamento del gioco strategico”, che potrebbe mettere in seria difficoltà il Presidente americano Barack Obama con il suo piano di scontro militare con Mosca.

Negli ultimi due giorni si è diffusa la notizia che Putin è deciso a fornire alla Siria aeroplani militari e almeno duemila soldati (piloti e personale di sostegno), per difendere quella nazione dalle barbare carneficine perpetrate dall’ISIS. Un quotidiano siriano filogovernativo sostiene che la Russia intenda costruire un nuovo porto sulla costa mediterranea nei pressi di Lakatia e che il personale dell’aviazione militare russa sia in trasferimento verso alcune basi di volo nella periferia di Damasco, pronto a lanciare insieme all’aviazione siriana un’operazione aerea contro l’ISIS/ISIL e altri ‘ribelli’. Per una fonte d’intelligence americana, la Russia sta negoziando segretamente con Israele per scongiurare scontri, e ha avviato anche colloqui con l’Iran per coordinare il sostegno al governo di al-Assad. Il Daily Telegraph ha confermato che l’ISIS/ISIL ha fatto impiego di gas iprite e altre armi chimiche conducendo attacchi alle città sia della Siria settentrionale sia della regione curda dell’Iraq.

LaRouche ha commentato oggi che

“Putin è l’unico con l’autorità per sostenere militarmente la Siria. È un fattore di cambiamento immediato del gioco strategico, cambia le carte in tavola”.

Ha poi aggiunto che l’azione di Putin sarebbe una risposta alle azioni di Obama,

“che mirano espressamente a distruggere la Siria. Se Putin agisce ora per fornire il sostegno miliare, Obama sarà messo all’angolo. Cadrà a pezzi tutta la sua politica di provocazioni di guerra”.

LaRouche ricorda che Putin in passato mostrò di avere la stoffa del comandante capace di agire con decisione, davanti a minacce esistenziali:

“Lo notai nel periodo 1998-1999, quando Putin fu posto in difficoltà dalla più grande destabilizzazione creata dai terroristi ceceni”.

La frode degli interventi americani, sauditi, turchi e del Qatar in Iraq e in Siria è stata dimostrata tale dal fatto che, dopo due anni di continue operazioni militari, l’ISIS/ISIL e altri gruppi jihadisti come il Fronte al-Nuṣra, hanno continuato a espandersi, conquistando sempre più territori e attirando mercenari (i foreign figthers), i quali hanno trovato libero il passaggio per la frontiera tra la Turchia e la Siria e l’Iraq. Il gen. Michael Flynn, ex capo della Defense Intelligence Agency, ha affermato molto chiaramente il 29 luglio scorso, durante la celebre intervista alla TV Al Jazeera, che il Presidente Obama diede in piena consapevolezza il proprio sostegno agli jihadisti, pur essendo stato avvertito direttamente dalla DIA e da altre agenzie d’intelligence americane delle possibili conseguenze. Un altro ex ufficiale della DIA ha fatto notare che, quando la NATO, su richiesta turca, stazionò le batterie di missili Patriot lungo i confini con la Siria, di fatto creò una zona vietata al sorvolo (no-fly zone) nella quale il Fronte al-Nuṣra e l’ISIS/ISIL poterono operare liberamente, senza alcuna minaccia di bombardamento da parte dell’aviazione miliare siriana.

Putin è in grado di cambiare l’equazione strategica a livello globale, agendo in modo preventivo a sostegno del governo di al-Assad. È ben consapevole del fatto che Obama è deciso a provocare una guerra generale contro la Russia.

Queste le conclusioni di LaRouche:

“non è più possibile evitare un conflitto. In queste circostanze, l’unica opzione alla portata è un’appropriata operazione preventiva che colpisca al fianco. Non posso dire con certezza che Putin lancerà l’intervento in Siria, ma considero altamente probabile che lo farà, per assestare un colpo mortale all’ISIS/ISIL e cambiare le carte in tavola”.