LaRouche in dialogo con un giornalista russo

La settimana scorsa Lyndon LaRouche ha risposto ad alcune domande di un giornalista russo. Pubblichiamo domande e risposte.

Domanda: L’Europa affronta l’emergenza dei migranti. Fino a quando riuscirà a sopportarne il peso economico? Questo minaccia l’integrazione dell’Unione Europea?

Risposta: La questione dell’”emergenza migranti” non è, in verità, la causa principale dei problemi dell’Europa. Rappresenta nondimeno un elemento di rischio letale, ma su scala globale: si tratta di un grave pericolo che deve essere scongiurato in tempi brevi. In linea di principio potrebbe essere scongiurato se gli Stati Uniti d’America si liberassero dalla morsa dell’Impero Britannico che ancora incombe minaccioso su di loro.

C’è uno sparuto gruppo di leader degni di questo nome negli Stati Uniti d’America, anche se la maggioranza dei nostri politici sono dei derelitti. È vero, il rischio resta grande, ma non c’è alternativa alla speranza che prevalga la pace.

Domanda: L’Europa paga per le perdite dovute alle sanzioni contro la Russia. Lei pensa che l’Unione Europea dovrebbe rivedere la sua politica, anche alla luce della emergenza dei migranti?

Risposta: Recentemente in certi ambienti europei si sono avuti due cambiamenti notevoli, in particolare sforzi convergenti tra Germania ed elementi rilevanti della comunità eurasiatica, e, implicitamente, altre nazioni. Le condizioni stringenti che attanagliano la Russia e i suoi vicini, possono e devono essere affrontate, per quanto risulti difficile nel breve termine.

Domanda: Parlando dell’indebolimento del rublo, quale pensa ne siano le cause? È vero che l’Occidente vuole indebolire l’economia russa imponendole nuove sanzioni?

Risposta: Certo, moltissimi vorrebbero “indebolire l’economia russa”. Ma presto la crisi di collasso economico del sistema transatlantico si mostrerà in molti modi, sul sistema stesso. Basti pensare a Wall Street, per esempio.

Domanda: Come pensa che l’economia russa possa tenere di fronte a questa crisi ed evitare un impatto negativo della politica occidentale nei confronti di Mosca?

Risposta: Nel caso particolare degli Stati Uniti e quello generale delle Nazioni Unite, qualcosa accadrà già nel corso di questa settimana, nelle regioni transatlantica, eurasiatica e altrove. Mi spiego.

Le condizioni generali del pianeta sono di un collasso sistemico immediato, evento finale di una crisi sistemica che ha la sua origine nelle “economie” dell’Impero Britannico e delle sue stesse radici storiche. Questo raggruppamento storico, dopo aver messo fine al Rinascimento, cerca ora di impedire il risorgere di un Nuovo Rinascimento che rappresenta una minaccia per l’Impero Britannico attuale e i suoi lacché, in quanto respinge esattamente tutto ciò che esso rappresentano. Il mondo in generale è minacciato, d’altra parte, dalle conseguenze del crollo della tradizione imperiale e delle sue stesse radici storiche.

Chiunque sia stato, in qualche modo, una sorta di vittima dell’Impero Britannico, è destinato all’oblivio. Questo vale anche per il sistema economico britannico, ispirato al malvagio Bertand Russell. Questa tradizione, proseguita sotto l’egida del cosiddetto sistema del Ventesimo Secolo, ha raggiunto ormai il punto di marcescenza globale; assistiamo al collasso del sistema monetario che ha le sue premesse nei prodotti dell’Impero britannico e nelle sue stesse radici storiche.

Per sistema monetario si intende il sistema imposto agli Stati Uniti da Wall Street e i sistemi ad esso simili: essi sono nella fase terminale. Mi riferisco al principio stesso di un “sistema monetario in quanto tale”. Ciò che deve sostituire il sistema di Wall Street e tutte le sue filiazioni ordinarie è la potenza creatrice associata al principio per cui l’applicazione efficiente della creatività umana individuale aumenta la capacità produttiva.

Un buon esempio di questo è l’applicazione dei princìpi scientifici coincidenti con la scoperta kepleriana della nozione di sistema solare, o anche – più in grande – del sistema galattico.