L’accordo con l’Iran usato per spaccare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Il segretario di Stato USA Mike Pompeo (foto) ha apparentemente deciso di usare il tema del nucleare iraniano per creare una crisi in piena regola al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Imitando i metodi dell’Impero Britannico, Pompeo sostiene che gli USA abbiano il potere di dettare la politica al resto del mondo (comprese Russia e Cina), non importa quanto essa sia irrazionale o pericolosa.
Così, il 20 agosto egli ha inviato una lettera all’UNSC chiedendo il ripristino, entro trenta giorni, delle sanzioni ONU contro l’Iran che erano state tolte nell’ambito del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) del 2015 e minacciando sanzioni contro i paesi che si rifiutino di appoggiare la misura di ripristino. Questo, nonostante il fatto che appena una settimana prima, tredici dei quindici membri dell’UNSC avevano respinto precisamente quella opzione. Solo gli USA e la Repubblica Domenicana avevano votato a favore.
Come hanno spiegato numerosi diplomatici, l’amministrazione Trump ha abbandonato unilateralmente gli accordi JPCOA nel maggio 2018 e per questo non hanno voce in capitolo. Il rappresentante cinese ha dichiarato che “non è altro che una commedia inscenata dagli Stati Uniti. Essa non gode di alcun sostegno”. Il viceministro degli Esteri russo Ryabkov l’ha definita “assurda” e “completamente senza fondamento”. I ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si definisce l’azione di Pompeo “incompatibile con i nostri sforzi di sostenere il JCPOA”.
L’argomentazione di Washington è che l’Iran non avrebbe rispettato i termini dell’accordo nucleare, ma tutti sanno che solo dopo che gli USA avevano abbandonato l’accordo, Teheran ha ripreso ad incrementare le riserve di uranio arricchito. Ciononostante, gli USA intendono punire chiunque rifiuti di ripristinare le sanzioni. Prima di recarsi al Palazzo di Vetro a New York, Pompeo è stato intervistato da Bret Baier di Fox News, col quale ha gongolato che con il rinnovo delle sanzioni l’Iran non sarebbe più in grado di acquistare i sistemi antiaerei russi e i carri armati cinesi – il che dimostra che si parla a suocera perché nuora intenda.