In disaccordo con Obama sulla Siria, due deputate americane accorrono a Parigi

Due deputate americane che contestano la politica di Obama sulla Siria si sono recate il 20 novembre scorso a Parigi per discutere intorno della lotta al terrorismo, manifestando al contempo la propria pietà nei confronti delle vittime degli attentati e dei francesi tutti.

Si tratta della deputata repubblicana Dana Rohrabacher della California, al momento presidente del gruppo “Europa, Eurasia e minacce emergenti” nell’ambito della Commissione Esteri del Congresso, e della deputata democratica Tulsi Gabbard delle Hawaii, un maggiore dell’esercito americano.

Entrambe osteggiano tenacemente la politica di Obama nei confronti del Presidente siriano Assad, in particolare la sua richiesta di rovesciarlo prima di intraprendere qualunque azione militare contro l’ISIS. Le due deputate sottolineano al contrario l’importanza per gli Stati Uniti di unire i propri sforzi a quelli dei russi e di altri paesi per distruggere lo ‘Stato Islamico’.

Il 18 novembre la Roharbacher aveva scritto sul suo blog che occorre “mirare ai terroristi e preoccuparsi di Assad in un secondo momento”. Aveva anche aggiunto che il Presidente francese Hollande comprendeva [prima di recarsi alla Casa Bianca, NdA] ciò che invece non comprende la stragrande maggioranza dei commentatori di Washington:

“Per il momento dimentichiamo Assad. Puntiamo ai terroristi che si addestrano per ucciderci. Ciò, infatti, non vuol dire che ci dimentichiamo semplicemente di Assad, ma che cessiamo di preoccuparci di Putin. Gli aerei russi hanno bombardato le roccaforti dell’ISIS alla luce del sole. È una cosa buona. Perché i dirigenti americani passano il proprio tempo a speculare sulle imperfezioni russe mentre sono i russi a sgominare coloro che ci vogliono uccidere?”

Dopotutto, gli Stati Uniti si allearono con la Russia per abbattere Hitler, aveva scritto l’on. Roharbacher. Coloro che vogliono la destituzione di Assad farebbero meglio, prima di tutto, a studiare meglio la lezione dell’assassinio di Gheddafi in Libia decretato da Obama e da Hillary Clinton.

“Il risultato immediato di questa decisione fu quello di lasciare metà della Libia ai radicali e, diciamolo, di condurre alla morte del nostro ambasciatore e della sua guardia del corpo. I miei colleghi farebbero meglio a rivedere i loro discorsi al fine di evitare una nuova Bengasi in Siria”.

Da parte sua, Tulsi Gabbard, una dei cinque vicepresidenti del Partito Democratico americano, ha ugualmente chiesto che gli Stati Uniti lavorino in buona fede con la Russia per sconfiggere l’ISIS. Prima di recarsi a Parigi, la Gabbard ha presentato una proposta di legge per rendere “illegale e anti-costituzionale” la guerra americana contro Assad, contro la quale ha nuovamente ammonito.

Nel suo comunicato alla stampa, la Gabbard ha precisato:

“Il denaro e le armi che la CIA fornisce per rovesciare il governo siriano cadono direttamente o indirettamente nelle mani dei gruppi estremisti, comprese le ramificazioni di al-Qaeda, il Fronte al-Nuṣra e Ahrar al-Sham e altri nemici degli Stati Uniti. Questi gruppi costituiscono il 90% delle cosiddette forze di opposizione, e sono i combattenti che regnano sul terreno”.

Intervistata dalla CNN a Parigi, ha dichiarato che “se verrà rovesciato Assad, l’ISIS, al-Qaeda, al-Nuṣra e gli altri gruppi terroristici prenderanno il potere a Damasco”. La delegazione è stata ricevuta al Quai d’Orsay da Nicolas de Rivière, il direttore generale degli affari politici e della sicurezza del governo e all’Assemblea Nazionale da Jean-François Copé.

La Gabbard si è recata anche al Cairo per incontrare il Presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi e altri dirigenti politici.

https://youtu.be/HzIrUPGIS-8



Gabbard_el-Sisi