Il G7 è superato e deve essere rottamato

Solo cinque mesi fa nessuno avrebbe immaginato la situazione che prevale oggi nel mondo. Il Coronavirus continua a esigere un prezzo su tutta l’economia mondiale, senza risparmiare il settore in via di sviluppo, nella generale e completamente impreparazione a gestire una tale emergenza. I funzionari delle Nazioni Unite lanciano l’allarme sulla catastrofe alimentare “di proporzioni bibliche” che minaccia il Terzo Mondo dopo la piaga delle locuste e la diffusione della pandemia. In questo momento gli Stati Uniti sono sommersi dalle proteste e dai disordini che minacciano di assumere proporzioni da guerra civile. Da questa parte dell’Atlantico crescono le proteste contro il lockdown e la sfiducia nella classe politica raggiunge nuovi picchi negativi.

Come ha osservato Helga Zepp-LaRouche (nella foto con il marito, l’economista Lyndon LaRouche) in apertura di un webinar dello Schiller Institute il 6 giugno, tutto ciò ha squarciato il velo del cosiddetto sistema neo-liberale, mostrando quanto esso sia fragile. La scelta è tra il percorrere la roadmap per la ripresa dell’economia mondiale proposta dallo Schiller Institute (che comprende le Quattro Leggi di LaRouche) e una nuova epoca buia.

Per affrontare questi temi occorre la cooperazione internazionale, in particolare tra le quattro principali potenze (USA, Cina, Russia e India), per superare assieme i pericoli e ingaggiare la lotta per gli scopi comuni dell’umanità.

Da questo punto di vista l’iniziativa del Presidente degli Stati Uniti di allargare il prossimo vertice del G7 a Russia, Australia, India e Repubblica di Corea è assolutamente positiva. Trump ha affermato che l’attuale formato del G7 è “molto vecchio” e non “rappresenta propriamente ciò che accade nel mondo”. Il primo giugno ha chiamato il Presidente russo per discutere la possibilità che egli partecipi al G7 di settembre, ma ha purtroppo lasciato la Cina fuori dell’equazione, il che pone una grossa ipoteca sul successo dell’iniziativa. Per bocca della portavoce del proprio Ministero degli Esteri la Russia ha correttamente fatto notare che, senza la partecipazione di Pechino, non sarà possibile mettere in cantiere alcuna iniziativa globale di rilievo.

Ciononostante, l’invito a Putin ha suscitato grandi reazioni negli Stati Uniti; Trump ha respinto le critiche, notando su Fox News il 3 giugno che “la metà degli incontri del G7” è comunque “dedicata alla Russia” e perciò, se Putin fosse presente, “sarebbe molto più facile risolvere” i problemi discussi. Ma le soluzioni sono proprio ciò che vogliono evitare i molti degli avversari di Trump attivi nell’establishment.

Un’area dove la cooperazione è rimasta almeno in parte esemplare è l’esplorazione dello spazio extra-atmosferico. A seguito del riuscito lancio della navetta Dragon, Roscosmos, NASA, ESA e altri enti spaziali hanno preso impegni per rafforzare la cooperazione.