Il diritto internazionale contrapposto alla volontà di potere

In un articolo del 21 agosto, Helga Zepp-LaRouche esamina le attuali crisi globali che, apparentemente indipendenti l’una dall’altra, creano insieme la dinamica di un periodo prebellico. Impedire che lo sbocco sia una nuova guerra mondiale è quindi il compito cruciale che il mondo oggi si trova ad affrontare.
Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo si è fatto portavoce scervellato del partito transatlantico della guerra, sia con oltraggiosi deliri contro la Cina, con avvertimenti spudorati alla Russia o, più recentemente, con le minacce di ritorsione contro qualsiasi Paese che si opponga alle sanzioni unilaterali che gli Stati Uniti impongono alla Repubblica Islamica dell’Iran.
Se il Presidente Trump ha ripetutamente dichiarato l’intenzione di porre fine alle “guerre infinite” in cui gli Stati Uniti sono impegnati in tutto il mondo e di ritirare o ridurre le truppe ora di stanza all’estero, i suoi sforzi sono stati sistematicamente sabotati dai “poteri forti” che operano attraverso i loro interessi finanziari, i servizi segreti e i media sia all’interno che all’esterno della sua amministrazione.
Un ulteriore pericolo, come sottolinea la signora Zepp-LaRouche nel suo articolo, è la spinta ad acquisire la superiorità militare nello spazio e quindi ad “estendere all’esplorazione spaziale la stessa mentalità da guerra fredda che “sta già avvelenando i rapporti internazionali”. Questa intenzione è stata chiaramente espressa dal nuovo capo del Comando Spaziale degli Stati Uniti, il Gen. James Dickinson, così come in un rapporto recentemente prodotto dalla Defense Innovation Unit del Pentagono.
L’idea di una “cultura della guerra spaziale”, che è l’espressione usata da Dickinson, viene definita “perversa” da Zepp-LaRouche. È la proiezione nello spazio e nel futuro dell’umanità della stessa geopolitica che ha causato due guerre mondiali e infinite sofferenze nel XX secolo. “Quello che menti visionarie come Hermann Oberth, Krafft Ehricke e Lyndon LaRouche consideravano “l’imperativo extraterrestre”, come la possibilità di elevare l’umanità a un livello culturale superiore, in cui scienziati e astronauti di tutte le nazioni e culture avrebbero esplorato e superato insieme le grandi sfide dell’universo, viene così asservito alla stessa depravata logica del profitto che ha portato il mondo sull’orlo dell’abisso sul quale ci troviamo oggi”.
Anche se le trattative e le iniziative diplomatiche sono necessarie e utili per cercare una via d’uscita alle crisi attuali, è necessario molto di più per garantire la sopravvivenza, conclude Helga Zepp-LaRouche. Ovvero“una grande visione di come l’umanità possa passare dall’attuale stato di barbarie a una nuova era, attraverso una rinascita di grandi idee degne dell’umanità. Un Villaggio Lunare internazionale, una città internazionale su Marte, viaggi spaziali interstellari congiunti nella nostra galassia e, un giorno, oltre. Queste idee non sono per i meschini, ma per i mahatma della storia”.