Per i britannici la guerra di aggressione non è illegale! Ecco la possibile soluzione alla crisi coreana

La guerra d’aggressione può anche essere considerata illegale dal punto di vista del diritto internazionale, ma non lo è nel Regno Unito!

Il Guardian di Londra riferisce che il consigliere della Regina, Jeremy Wright, è intervenuto per archiviare la causa intentata contro Tony Blair (nella foto) da alcune vittime della sua guerra illegale in Iraq, con l’accusa di aver usato consapevolmente menzogne sul contro di Saddam Hussein e le presunte armi di distruzione di massa, e di aver lanciato la guerra stessa in assenza di minacce dirette al Regno Unito. Il suo argomento è che Blair gode di immunità e, cosa ancor più incredibile, che le guerre di aggressione non sono un crimine dal punto di vista del diritto britannico. Ecco serviti coloro che sminuiscono i nostri toni contro l’Impero Britannico.

Proprio nel giorno di Pasqua il Sunday Times di Londra argomentava, sostenendo di riportare voci anonime ma ufficiali del governo americano, che il Presidente americano Trump starebbe per lanciare una guerra preventiva di aggressione contro la Corea del Nord e che questa permetterebbe di annientare tutto il suo arsenale nucleare. Qualunque persona con il sale in zucca sa che un attacco alla Corea del Nord potrebbe scatenare una guerra che non si limiterebbe a colpire altri paesi asiatici, ma si trasformerebbe in un conflitto nucleare mondiale.

Lo statista americano Lyndon LaRouche ieri ha indicato l’urgenza che il Presidente russo Vladimir Putin, il Presidente cinese Xi Jinping e auspicabilmente il Presidente americano Donald Trump propongano assieme una soluzione sana della crisi coreana. Nello scorso decennio, in verità, Putin ha posto il germe di un soluzione, costruendo un nuovo porto nella regione nordorientale della Corea del Nord chiamata Rason e fornendo carbone russo alla Corea del Sud tramite questo porto, con l’accordo di società private e statali della Corea del Sud (Hyundai Marine, POSCO e KORAIL). Questa cooperazione per il mutuo sviluppo di tutte le nazioni della zona è la precondizione necessaria per la risoluzione delle controversie politiche e strategiche sulla penisola coreana e della sua eventuale riunificazione.

La Presidente sudcoreana Park Geun-hye, colpita recentemente da impeachment, capitolando alle insistenze di Obama affinché si rendesse disponibile allo scontro militare con la Cina, aveva abbandonato qualunque istanza costruttiva tra Seul e Pyongyang e accettato il dispiegamento, assai provocatorio, dei missili americani di tipo THAAD. Tutto ciò ha costituito una grave destabilizzazione dell’equilibrio delle potenze regionali e un’ulteriore provocazione della Cina e della Russia.

Lyndon LaRouche assunse un ruolo cruciale, nel 1992, per contribuire alla soluzione della crisi coreana. Quando il Presidente della Corea del Sud era Kim Dae-jung il 18 settembre 2002 la zona demilitarizzata al confine fu aperta ai trasporti ferroviari. Nel 1992 LaRouche aveva proposto il concetto di “Nuova Via della Seta”, comprendente una strada ferrata ad alta velocità “da Pusan a Rotterdam”. Il Presidente sudcoreano adottò quel concetto, chiamando la ferrovia che unisce Nord e Sud “Via della Seta Ferrata”. Disse: “Quando la Ferrovia Transcoreana sarà connessa alla Ferrovia Transcinese o alla Ferrovia Transiberiana, un treno partito da Londra potrà raggiungere Seul e Pusan passando per Parigi, per l’Europa Orientale, per l’Asia Centrale, la Siberia o la Cina”.

Tuttavia, quella fu l’epoca di George W. Bush e Dick Cheney, intenzionati a distruggere qualunque cooperazione tra Nord e Sud, dichiarando falsamente che la Corea del Nord stava costruendo armi nucleari. Gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA-IAEA) furono costretti a lasciare il Paese e Pyongyang iniziò il proprio programma nucleare: finora sono state fabbricate non più di venti bombe. Dopo aver visto di che cosa furono capaci Bush e Cheney in Iraq e Obama in Libia, dopo che le due nazioni avevano sospeso volontariamente i propri programmi di armamento nucleare, solo per essere degradate all’età della pietra, non possiamo pensare che la Corea del Nord rinunci al proprio programma nucleare, a meno che gli Stati Uniti non cessino di minacciarla con assalti militari e con la consueta politica di “cambio di regime”.

La domanda è se Trump seguirà gli ordini di Londra oppure farà fede alle sue promesse elettorali di amicizia con la Russia e la Cina, al fine di archiviare la divisione del mondo, soprattutto tra Oriente e Occidente, attuata dall’Impero Britannico mettendo gli uni contro gli altri. Non manca il potenziale per dar vita al nuovo paradigma nei rapporti internazionali che LaRouche suggerisce di fondare sullo sviluppo economico e culturale di tutte le nazioni. Si chiama “Nuova Via della Seta”.

La scelta di Trump sarà fortemente influenzata dalla capacità del popolo americano e dei suoi dirigenti politici di identificare la mano dell’Impero Britannico nel tentativo di separare gli Stati Uniti e i loro naturali interlocutori russo e cinese, e pronto anche a provocare la guerra nucleare mondiale. A questo punto la civiltà dipende dalla verità e dalla salute mentale degli attori in gioco. Un manifesto usato dal LaRouche PAC a Pasqua a Manhattan recitava: “Riportiamo Trump sui binari – Maglev, Not War”.