Su Asia Times la grave preoccupazione della Cina per la politica pro-terrorismo di Obama in Siria

La studiosa cinese Christina Lin scrive che gli sforzi dell’Amministrazione Obama per legittimare Jabhat Fatah al-Sham (il Fronte al-Nuṣra) in qualità di oppositore moderato al governo di Assad in Siria costituisce una fonte di seria preoccupazione per l’Asia Centrale e la Cina. Quel gruppo terroristico combatte a fianco dell’anti-cinese Partito Islamico del Turkistan (PIT/TIP) e altri gruppi jihadisti asiatici. Oltre a ciò, questi “jihadisti dell’Asia Centrale e il PIT/TIP sembrano avere accesso a missili antiaerei, poiché al-Sham rivendica la responsabilità dell’abbattimento dell’elicottero russo in volo su Idlib”, scrive Lin.

Denunciando senza mezzi termini le manovre di Obama, Lin scrive su Asia Times che “gli Stati Uniti sembrano intenzionati a proseguire nell’alleanza con i sauditi per rafforzare lo staterello salafita e il wahabistan sul territorio siriano, come descritto nel resoconto della DIA del 2012. Ali Al Omar, infatti, che è il vicecapo di Ahrar al-Sham, un altro gruppo affiliato ad al-Qaeda sostenuto dall’Arabia Saudita, ha preso esempio dei talebani afgani per operare in Siria, descrivendoli come il “movimento benedetto” e descrivendone il morto dirigente Mullah Omar come “il felice emiro”.

Lin risponde così ai più recenti sforzi di Obama nel descrivere come “buoni terroristi i malvagi terroristi della formazione Jabhat Fatah al-Sham, nuovo nome di Jabhat al-Nusrah [Fronte al-Nuṣra]”.

Evidenziando che l’agenda dell’Arabia Saudita è di esportare il wahabismo dalla regione del golfo verso Oriente e in Africa settentrionale, Lin afferma “fa pure sbalordire la pretesa di Washington che gli Stati Uniti siano un leader globale contro il terrorismo, mentre afferma senza remore di sostenere gruppi jihadisti che vìolano i diritti umani e commettono crimini di guerra: decapitano bambini, usano armi chimiche contro i civili; opprimono e donne, massacrano cristiani, alauiti e altre minoranze religiose ed etniche”.