Putin risponde alle provocazioni di Washington, Londra e Bruxelles

Vladimir Putin ha sfruttato il discorso annuale sullo stato della nazione il 21 aprile per lanciare un avvertimento a coloro che minacciano gli interessi sovrani fondamentali della Russia. Il Presidente russo è stato particolarmente tagliente sulla crisi strategica attorno all’Ucraina e la Bielorussia, pur ribadendo il desiderio di una maggiore cooperazione internazionale e rinnovando la proposta di un vertice dei 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Putin ha preso di mira in particolare l’uso delle sanzioni e dei cambi di regime come strumenti di politica estera. Citiamo: “Tutti nel mondo sembrano essersi assuefatti alla pratica delle sanzioni economiche illegali e politicamente motivate e ai tentativi brutali di certi attori di imporre ad altri la loro volontà con la forza. Ma oggi, questa pratica sta degenerando in qualcosa di più pericoloso; mi riferisco alla diretta interferenza recentemente venuta alla luce in Bielorussia nel tentativo di orchestrare un colpo di stato e assassinare il presidente di quel Paese. Allo stesso tempo, è tipico che anche azioni così spudorate non siano state condannate dal cosiddetto Occidente. Sembra che nessuno se ne sia accorto. Tutti fanno finta di niente”.
Putin ha ripetuto più volte che la risposta della Russia a tali provocazioni è stata “contenuta”, aggiungendo che il suo governo preferisce impegnarsi nel dialogo piuttosto che rompere i rapporti. “Ma se qualcuno scambia le nostre buone intenzioni per indifferenza o debolezza e intende bruciare o addirittura far saltare questi ponti, deve sapere che la risposta della Russia sarà asimmetrica, rapida e dura.
“Coloro che stanno dietro alle provocazioni che minacciano gli interessi fondamentali della nostra sicurezza si pentiranno di quello che hanno fatto come mai si sono pentiti”. Ha concluso questa sezione del suo discorso affermando di sperare “che nessuno pensi di attraversare la ‘linea rossa’ nei confronti della Russia”.
Putin ha parlato mentre erano in corso le manovre militari della NATO Defender Europe 21, le più grandi da anni, mentre le tensioni raggiungevano il punto di ebollizione sull’Ucraina, con le truppe statunitensi in Europa messe in stato di “massima allerta”. La leadership ucraina, compreso il presidente Zelensky, chiede un ingresso accelerato nella NATO (una delle “linee rosse” della Russia), mentre il presidente Biden ed altri hanno promesso che gli Stati Uniti e la NATO non li abbandoneranno agli “aggressori” russi. Ancora più grave è stata la scoperta di un piano di assassinio contro il presidente bielorusso Lukashenko, nell’ambito di un tentativo di colpo di stato a Minsk. Accettare l’Ucraina nella NATO, insieme ad un colpo di stato in Bielorussia, potenzialmente sposterebbe la prima linea della NATO e delle sue armi offensive lungo tutto il confine occidentale della Russia.
Mosca osserva attentamente se Joe Biden e i falchi nella sua amministrazione e tra i membri della NATO stiano prendendo sul serio l’avvertimento di Putin. Solo due settimane fa, Washington ha rafforzato le misure di guerra finanziaria contro la Russia (vedi SAS 6/21) e sono previste nuove sanzioni, mentre il 21 aprile l’ambasciatore americano a Minsk ha compiuto il passo altamente provocatorio di incontrare il presunto leader dell’opposizione.