Perché l’FBI non è qualificato per lavorare con il Belgio nella lotta al terrorismo

De Wereld Morgen, un sito progressista belga con 30mila lettori quotidiani, ha fatto eco alla dichiarazione di Agora Erasmus sull’FBI e sulle ventotto pagine sull’11 settembre ancora sotto segreto di Stato. Pubblichiamo di seguito la dichiarazione.

Parlando alla Camera dei Rappresentanti del Belgio il 13 maggio, il procuratore federale Frédéric Van Leeuw ha annunciato la creazione da parte dell’FBI e del Belgio di un “gruppo congiunto d’inchiesta” sugli attentati terroristici che uccisero tante persone nell’aeroporto di Zaventem e nella stazione metropolitana Maelbeek di Bruxelles, lo scorso 22 marzo.

Volendo impressionare con un esempio, quello del problema dopotutto elementare del decrittaggio dei telefoni cellulari, Van Leeuw ha voluto provare che un lavoro a più stretto contatto con l’FBI permetterebbe al Belgio di ottenere risposte più rapide di come potrebbe, se fosse da solo a porle ad altri governi. Un gruppo di inchiesta comune fu creato con la Francia dopo gli attentati parigini del 13 novembre, ma la collaborazione con l’FBI è divenuta operativa soltanto due settimane fa.

Ci si potrebbe chiedere: perché no? Tuttavia la persona inviata dall’FBI a Bruxelles per coordinare è Lisa Monaco, la responsabile per Barack Obama in materia di sicurezza interna (Homeland Security) e di controterrorismo.

Tra gli incarichi assunti nel tempo da questa ex magistrata federale, due destano un particolare interesse a questo proposito:

1. fu consigliera speciale del direttore dell’FBI Robert Mueller prima di diventare il suo capogabinetto;

2. successe a John Brennan nel 2013 come responsabile della sicurezza interna (Homeland Security), quando Brennan fu posto a capo della CIA da parte di Obama.

Per qualunque governo dotato di senso di responsabilità queste semplici tappe professionali della signora Lisa Monaco dovrebbero essere sufficienti per dichiararla persona non grata in Belgio.

L’FBI, infatti, è un ente americano i cui dirigenti al più alto livello sono stati sorpresi a più riprese in flagranza mentre proteggevano Paesi come l’Arabia Saudita e altre entità che sostengono gruppi terroristici!

Anche se le équipe e i professionisti dell’FBI possono essere i benvenuti, al pari di altri enti nazionali, per lavorare con i colleghi belgi, noi speriamo i deputati belgi possano porre alcune spiacevoli domande di chiarimento:

1. Come possiamo fare affidamento sull’FBI, visto che i suoi dirigenti sono stati sorpresi in flagranza di reato mentre tentavano di proteggere a ogni costo i Paesi come l’Arabia Saudita e altri, che sostengono i terroristi a livello internazionale? (Vedi un articolo di riferimento)

2. Non è un segno infausto e controproducente quello di ricevere una funzionaria americana i cui padrini attuali e passati (Obama, Brennan e Mueller) si sono opposti alla pubblicazione delle ventotto pagine del rapporto della commissione d’inchiesta del Congresso americano sull’11 settembre coperte dal segreto di Stato, poiché tali pagine stabiliscono un nesso tra i dirottatori dell’11 settembre e alcuni alti responsabili sauditi su suolo americano all’epoca degli attentati (in particolare l’ambasciatore saudita, il Principe Bandar bin Sulṭān)? Ciò è ancor più inquietante se si considera che i massimi esperti ritengono che la pubblicazione di un tale documento potrebbe scongiurare i prossimi attentati… (Vedi un articolo di riferimento)

3. Perché lavorare con l’FBI, mentre tale ente è stato impegnato in atti intimidatori contro un membro del Congresso degli Stati Uniti, Gwen Graham e contro suon padre Bob Graham, ex senatore americano, dopo che essi lanciarono l’offensiva per la pubblicazione delle ventotto pagine, in modo da mettere a nudo il ruolo dell’Arabia Saudita e le complicità americane negli attentati dell’11 settembre? (Vedi un articolo di riferimento)

4. Perché non rispondere altrettanto favorevolmente all’offerta russa di cooperazione nella lotta al terrorismo, poiché in Siria la Russia ha dimostrato in modo inequivocabile le proprie capacità di individuare e colpire le reti terroristiche che a casa nostra han fatto dei morti? E perché escludere d’ufficio gli scambi con la Siria, un Paese che secondo la signora Monaco “non è un Paese partner” nella lotta contro il terrorismo? (Vedi un articolo di riferimento)

È incontestabile che gli inquirenti belgi e americani sarebbero molto riconoscenti al Presidente Obama se questi rendesse disponibili tutti i documenti, in particolare le celebri “28 pagine”, e ne autorizzasse la pubblicazione integrale permettendo di lottare efficacemente contro chiunque protegga e finanzi il terrorismo. Ci auguriamo che le autorità belghe presentino una richiesta formale in questo senso.