La senatrice Warren a Obama: “Quando è troppo, è troppo”

Dopo la sconfitta memorabile dei candidati democratici alle elezioni di novembre, alcuni leader di partito trovano il coraggio di esporsi maggiormente e chiedere con più forza un cambiamento nella politica dell’amministrazione Obama che, come abbiamo documentato, è dettata da Wall Street.

E’ il caso della senatrice Elizabeth Warren, co-firmataria della proposta di legge per reintrodurre la legge Glass-Steagall, che da tempo denuncia gli abusi finanziari di Wall Street. In un recente discorso al Center for American Progress, la Warren ha passato in rassegna le principali conquiste del New Deal di Roosevelt, tra cui appunto la separazione bancaria.

In un articolo pubblicato sull’Huffington Post il 19 novembre, intitolato “Enough is enough” (quando è troppo è troppo), la Warren si è scagliata contro la preponderante presenza dei banchieri di Wall Street nell’amministrazione Obama, annunciando che voterà contro la nomina di Antonio Weiss a sottosegretario al Tesoro incaricato delle finanze nazionali. Weiss è capo del global investment banking del gigante finanziario Lazard e anche esperto in fusioni e acquisizioni. “Né il suo background, né la sua esperienza professionale lo rendono qualificato per presiedere alla protezione dei consumatori e alle funzioni del regolatore al Tesoro”, ha scritto la Warren.

La senatrice Warren ha condito la sua filippica con una esauriente rassegna della presenza dei rappresentanti delle banche di Wall Street nel governo.

Anche l’ex segretario al Lavoro di Bill Clinton, Robert Reich, ha discusso la sconfitta democratica in un editoriale del 19 novembre. Al contrario di quanto afferma Obama, il reddito medio delle famiglie scende e la maggior parte dei nuovi posti di lavoro è a part-time.

La proposta di Reich: un salario minimo più alto, scuole migliori, assenze mediche pagate e assistenza all’infanzia per le famiglie dei lavoratori; ripristinare la legge Glass-Steagall e limitare le dimensioni delle banche di Wall Street; salvare la Social Security innalzando la soglia del reddito soggetto alle trattenute salariali, ricostruire le strade, i ponti, i porti ecc.

Reich ha correttamente messo in evidenza che il Big Money mette in pericolo la democrazia negli Stati Uniti. Questo è stato anche il tema di un recente commento di Dana Milbank sul Washington Post. Milbank ha notato che mentre Elizabeth Warren è molto popolare e i suoi argomenti sono corretti, ella ha poche chance come candidato presidenziale perché non ha i soldi. “Oggi come non mai in America le elezioni si comprano, non si vincono. E i soldi provengono dal mondo degli affari e dai ricchi. Se ti candidi contro quel mondo perdi i soldi e le elezioni”.

Alle elezioni di novembre sono stati spesi quasi quattro miliardi di dollari e circa il 70% di quel denaro era “dark money”, anche chiamato “interessi collegati al business”.