La “nuova violenza” dopo la morte di George Floyd punta a salvare un paradigma ormai sconfessato, come ammonì Lyndon LaRouche venti anni fa

Passando in rassegna il 10 giugno, nel corso della consueta videoconferenza settimanale, gli avvenimenti della scorsa settimana – i disordini negli Stati Uniti dopo l’assassinio di George Floyd, l’intensificazione delle tensioni con la Russia e la Cina, il tentato golpe contro il Presidente degli Stati Uniti d’America – la presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche ha ripetutamente fatto riferimento ai moniti di Lyndon LaRouche. Ha cominciato con il commento dell’elezione di Trump, nel 2016: “non un evento statunitense, ma di significato strategico”, associato al crollo del vecchio paradigma. Lo sforzo di Trump per stabilire buono rapporti con Russia e Cina gli attirò continui assalti da parte dei guerrafondai, a partire da Ian Brzezinski, uno dei figli di Zbigniew (vedi https://movisol.org/zbigniew-brzezinski-e-l11-settembre/), e il Segretario Generale della NATO Stoltenberg, passando per gli ex Segretari della Difesa degli Stati Uniti, che lo hanno attaccato per la sua gestione dei disordini di piazza, perché decisi a provocare le guerre che il Presidente vorrebbe scongiurare.

La signora LaRouche ha poi discusso il commento dell’ex ambasciatore del Burundi negli Stati Uniti Jacques Bacamurwanko, il quale ritiene che pure i nemici politici e giudiziari di LaRouche dovrebbero “togliere il ginocchio dal collo di Lyndon LaRouche”. Questa affermazione è rilevante, poiché contestuale con l’annuncio proveniente dalla Svezia che la soluzione, trentaquattro anni dopo, del caso Olaf Palme non coinvolse in alcun modo il movimento di LaRouche, né quello svedese, né quello internazionale. Il governo svedese e NBC News, che all’epoca contribuirono alla campagna diffamatoria, devono delle scuse a LaRouche e i suoi collaboratori. Quell’operazione fu parte dello sforzo di incastrare LaRouche e fermarlo, perché politicamente colpevole di aver proposto un nuovo sistema creditizio a livello internazionale, al posto del sistema finanziario in bancarotta.

Ora che la bancarotta del sistema sta diventando sempre più evidente a un crescente numero di persone nel mondo – parliamo per esempio del collasso delle manifatture negli Stati Uniti e in Europa – anche il cambiamento del sistema economico richiesto da LaRouche per cinquant’anni vede aprire nuove prospettive. Di questo si parlerà nella prossima conferenza dello Schiller Institute, il 27 giugno 2020.

Un altro aspetto cruciale sviluppato da Helza Zepp-LaRouche riguarda i Verdi tedeschi, i quali hanno finito per aderire al partito della guerra, proprio perché continuano ad avanzare proposte politiche coerenti con la finalità dello spopolamento umano. La denuncia di questa solo apparente sottigliezza le ha consentito di chiarire il seguente punto: non si può agire in modo coerente, combattendo contro le ingiustizie nel mondo odierno ma non cogliendo la “visione dall’alto di insieme” che LaRouche ha sempre raccomandato a tutti.