Il significato storico del concerto di Palmira

Gilbert Doctorow, coordinatore europeo del Comitato Americano per l’Armonia tra Oriente e Occidente (ACEWA), ha pubblicato l’8 maggio su Consortium News un articolo dal titolo “Un dono di cultura per una Palmira migliorata” commentando la portata storica dell’esecuzione classica a Palmira dell’orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

Da secoli Palmira è considerata una “città gemella” di San Pietroburgo. Uno dei motivi sta nel fatto che la zarina Caterina la Grande fu paragonata alla potente regina dell’impero di Palmira, Zenobia, la quale conquistò l’Egitto e un’ampia porzione dell’Anatolia. Al tempo di Puškin, sostiene Doctorow, gli scrittori russi svilupparono ulteriormente tale paragone, lasciandosi ispirare dalla celebre bellezza e dalla ricchezza culturale della Palmira di epoca romana.

Nel XIX secolo gli archeologi di San Pietroburgo furono tra gli europei impegnati negli scavi archeologici a Palmira.

Scrive Doctorow:

“Con tale consapevolezza tra l’intellighenzia russa, non deve sorprendere che il direttore d’orchestra Valerij Gergiev abbia preso tale grandiosa iniziativa, un atto di grande immaginazione”.

L’esecuzione musicale ha avuto luogo poco meno di un mese dopo la liberazione della città archeologica dallo ‘Stato Islamico’, e pochi giorni dopo la sua bonifica dalle mine. In queste circostanze l’esercito russo ha trasportato e protetto in una zona ancora di guerra il Maestro Gergiev, i solisti e centinaia di dignitari russi e stranieri, oltre a cento tonnellate di materiale necessario per le trasmissioni televisive e le telecomunicazioni.

I russi sono rimasti anche per assistere all’esibizione, il giorno dopo, dell’orchestra e del coro siriani.

Doctorow riferisce che Valerij Gergiev e la sua orchestra hanno già suonato “al fronte”, in passato. Nel 2008 lo fecero a Čchinvali (Tskhinvali), capoluogo dell’Ossezia meridionale, dopo la liberazione dagli assalitori georgiani. In Russia normalmente compiono tour nelle zone settentrionali e dell’estremo Oriente.

Doctorow ha definito il concerto di Palmira l’esercizio russo di “potere morbido” di maggior successo in molti anni. Come abbiamo riferito, la “Preghiera per Palmira” è stato dedicata alla memoria del dott. Khaled al-Assad e del luogotenente Alexander Prokhorenko. Significativa è stata la presenza del direttore del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, per Doctorow “diretto contrappunto” alla mancanza del direttore al-Assad e garanzia dell’impegno dei restauratori russi nel riportare Palmira alle condizioni precedenti la guerra.

Il concerto ha anche introdotto i festeggiamenti del 9 maggio in Russia ed è servito

“come dono anche alla nazione russa, per il suo sostegno di popolo all’intervento militare in Siria”.

Oltre che direttore generale e artistico dell’Orchestra Mariinskij, Gergiev è ora il primo direttore dell’Orchestra Sinfonica di Monaco di Baviera.

Dopo aver analizzato “il vino amaro” e le espressioni ostili di molta della stampa occidentale a riguardo dell’iniziativa musicala a Palmira, Doctorow conclude così il suo articolo:

“È un errore imperdonabile di giudizio il parlare di nuova Guerra Fredda, come di qualcosa che ci aspetta in futuro, proprio dietro l’angolo. Vi siamo giù immersi e abbiamo bisogno di una grande fortuna o di un rinnovo della classe dirigente a fin di bene, se vogliamo evitare una guerra calda”.