Il mondo non ha bisogno della City di Londra, ma di Cina e Russia sì

Mentre il mondo entra in una recessione globale e i banchieri centrali complottano “soluzioni” al collasso finanziario che equivalgono ai sacrifici umani di massa, il G7 a Biarritz ha dimostrato ancora una volta di essere un organismo che inutile. Emmanuel Macron ha messo i cambiamenti climatici in cima alla scaletta, ricevendo una meritata accusa di “neocolonialismo” dal Presidente brasiliano Bolsonaro per la sua ingerenza sulla questione amazzonica. Se su questo tema la cancelliera tedesca Angela Merkel e il Premier britannico Boris Johnson si sono schierati con Trump contro Macron, essi hanno però bloccato la proposta del Presidente americano di allargare alla Russia il prossimo G7. Il vertice è più che altro sembrato una serie di incontri bilaterali, che hanno incluso il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, il Presidente egiziano Al-Sisi e il Premier indiano Narendra Modi. Trump ha preferito incontrare Al-Sisi al posto di Angela Merkel.

Benché l’impulso di Trump verso la Russia sia positivo, le sue affermazioni sulla Cina rappresentano il vero problema. Su twitter.com il 23 agosto egli ha scritto: “Non abbiamo bisogno della Cina e, francamente, staremmo molto meglio senza di essa”. La fondatrice dello Schiller Institute Helga Zapp-LaRouche ha commentato che è semplicemente e oggettivamente sbagliato pensare che gli Stati Uniti d’America, se non il mondo intero, possano risolvere i propri problemi economici senza la Cina e la sua Belt and Road Initiative, come è altresì oggettivamente impossibile risolvere i problemi strategici del mondo senza la Russia.

Attorno a Trump sono attivi innumerevoli punti di pressione e manipolazione su questi temi, che devono essere eliminati per sganciare il Presidente e la sua Amministrazione dalla traiettoria attuale, che è estremamente pericolosa, e sarà devastante per gli Stati Uniti, in generale, e per la rielezione di Trump, in particolare. Si tratta di una traiettoria esattamente opposta a quella indicata da Lyndon LaRouche con la proposta delle “Quattro Potenze” – cooperazione tra Stati Uniti, Cina, Russia e India – per fermare ed estinguere la politica dell’Impero Britannico fatta di guerre e saccheggio, e costruire un nuovo ordine mondiale basato sulla scienza e sulla cultura classica.

La forza trainante dietro la dinamica strategica delle ultime settimane è l’accelerazione del processo di bancarotta del sistema finanziario globale. Le élite finanziarie tramano alla luce del sole un “regime change nella politica monetaria” che farebbe impallidire la misura dei 17 mila miliardi di dollari di salvataggi finora operati sotto il nome di Quantitative Easing.

Tuttavia, nemmeno tale “regime change” funzionerebbe. Solo la riorganizzazione fallimentare del sistema, con il ripristino del Glass-Steagall Act (separazione bancaria) e relative misure, potrà funzionare e allontanare il pianeta dall’attuale, suicida traiettoria (nella foto, una manifestazione del LaRouchePAC a Washington per il ripristino della legge Glass-Steagall).