Helga LaRouche: l’escalation provocata dal partito della guerra rende ancor più urgente il vertice tra le quattro potenze

Assistiamo al rilancio mediatico delle tesi del partito della guerra, mentre si moltiplicano le concrete occasioni di scontro militare dove sono presenti più eserciti. Ciò dimostra l’urgenza del vertice tra le Quattro Potenze [proposto da Lyndon LaRouche, o dei membri del Consiglio permamente dell’ONU]. La retorica russofoba e l’operazione costruita attorno al cosiddetto “avvelenamento” del dissidente Naval’nji, originata come d’abitudine delle strutture dell’impero – questa volta dal centro di ricerca sulla guerra chimica di Porton Down – a dai media britannici, potrebbero essere stati il fattore della decisione del Presidente russo Putin di non partecipare all’annuale Assemblea Generale dell’ONU.

Il Col. Richard Black, parlando alla conferenza dello Schiller Institute, ha denunciato l’esistenza di una fazione favorevole ad un colpe, fazione composta di ufficiali in congedo. Questo monito si sta diffondendo, come dimostrano alcune dichiarazione di militari che, patriotticamente, hanno pubblicamente scongiurato una simile idea contro il Presidente Trump. Quest’ultimo, parlando il giorno della Festa del Lavoro, ha collegato la questione al famoso discorso del Presidente Eisenhower sul “complesso militare-industriale”. La sua decisione, resa nota mercoledì, di ritirare le truppe dall’Iraq è coerente le sue promesse elettorali e dimostra l’intenzione di porre fine alle “guerre permanenti” tanto care a chi lo vorrebbe destituire, con le buone o con le cattive.

Parlando del pericolo rappresentato da questa situazione strategica, Helga Zepp-LaRouche ha esortato gli ascoltatori della sua videoconferenza settimanale a usare gli atti (scritti o audiovisivi) della conferenza dello Schiller Institute tenutasi gli scorsi sabato e domenica per innalzare il livello della dialettica. La domanda imperativa è: “vuoi la pace o la guerra?” Se vuoi la pace, metti le tue forze a servizio della mobilitazione affinché un vertice tra le potenze mondiali avvenga prima delle elezioni presidenziali americane, poiché ogni ritardo la rende sempre più impervia, soprattutto in considerazione del fatto che la fazione guerrafondaia sta orchestrando una bella crisi costituzionale attorno a quelle presidenziali.