Un sistema sanitario mondiale

Proseguiamo il resoconto della conferenza dello Schiller Institute.
La terza sessione ha visto la partecipazione di diversi di esponenti della sanità pubblica che hanno risposto all’emergenza COVID negli Stati Uniti, guidati dall’ex ministro della Sanità Joycelyn Elders (foto), che ha raccolto l’appello lanciato qualche mese fa da Helga Zepp-LaRouche per la formazione di un “Comitato per la Coincidenza degli Opposti” e per un sistema sanitario mondiale. Si tratterebbe, come lei stessa ha detto, di creare un “coro internazionale” per sostenere la creazione di una sorta di “progetto Apollo” sanitario mondiale, da realizzare con la stessa determinazione e mobilitazione di massa della missione di sbarco sulla Luna lanciata all’epoca da John Kennedy.
Quanto sia necessario un sistema sanitario di questo tipo in Africa è stato sottolineato dai due relatori successivi. L’ambasciatore del Ghana in Canada, Ayikoi Otoo, ha descritto i progressi compiuti nel suo Paese negli ultimi due decenni con l’attuazione di un sistema di assicurazione medica obbligatoria per tutti. Attualmente il governo prevede di costruire 101 nuovi ospedali in tutto il Paese, anche in aree geografiche difficilmente accessibili.
Dalla Repubblica del Congo, Marlette Kyssama-Nsona, leader della Lega Panafricana UMOJA e specialista in questioni di salute pubblica, ha illustrato la situazione disastrosa del suo Paese, che potrebbe comunque essere ribaltata a condizione che la comunità internazionale lo richieda.