E’ ora di separare le megabanche: il caso dei depositi che aumentano mentre si riducono i prestiti

Dall’inizio di marzo, la Federal Reserve sta inondando di liquidità i mercati finanziari non solo nella regione transatlantica, ma anche in Sud America e in parte dell’Asia, “per sostenerli”. Ciò che le megabanche statunitensi hanno fatto con il denaro risulta chiaramente dai dati pubblicati recentemente dalla Fed.
Il totale dei depositi nell’intero sistema bancario statunitense al 26 agosto era di 15.625 miliardi di dollari, rispetto ai 12.836 miliardi di dollari del luglio 2019. Questo significa quasi 2.800 miliardi di dollari di nuovi depositi in un solo anno. Quasi tre quarti di quella straordinaria crescita, pari a 2.247 miliardi di dollari, si è verificata dall’inizio di marzo, quando è esploso il Quantitative Easing della Federal Reserve.
Ma, da allora il “credito bancario in prestiti e leasing” è sceso da 10.800 a 10.580 miliardi di dollari, e tra questi i prestiti commerciali e industriali sono scesi da 3.040 a 2.785 miliardi di dollari. Allora, dov’è finito tutto quel nuovo contante? Il cosiddetto credito bancario sotto forma di securities (azioni, obbligazioni e derivati) è aumentato di 700 miliardi di dollari, da 3.679 miliardi l’anno scorso a 4.375 miliardi di dollari quest’anno; e i prestiti immobiliari sono aumentati di altri 175 miliardi di dollari. Le attività in contanti sono salite da 1.664 a 2.864 miliardi di dollari.
A questo punto, i titoli detenuti dalle banche statunitensi rappresentano il 30% dell’intero “credito bancario” in essere; i prestiti immobiliari rappresentano un ulteriore 32%. E il divario tra il credito commerciale (diminuito) e i depositi (enormemente cresciuti), è stato così pronunciato, che le banche si trovano ora nella situazione molto insolita in cui il “credito” totale in essere di tutti i tipi è inferiore del 5% rispetto ai soli depositi, senza nemmeno includere il capitale e le riserve.
Questa spiacevole situazione non riguarda infatti le 5.000 banche statunitensi nel loro complesso, ma piuttosto quella manciata di megabanche “universali” di Wall Street che detengono due terzi di tutti i depositi e degli attivi dell’intero sistema bancario. Queste megabanche sono più grandi del 15% rispetto ad un anno fa, detengono titoli che valgono molto più del 30% del loro patrimonio e recentemente hanno realizzato profitti unicamente scambiandoseli (i titoli). Mentre i loro reparti di “banca commerciale” vedono un enorme aumento dei depositi, grazie alla Federal Reserve, Wall Street sta mettendo il denaro nella speculazione.
Ciò rende abbastanza chiaro il motivo per cui le banche devono essere separate, attuando una rigida separazione tra banche commerciali e banche d’affari, in linea con i criteri del Glass-Steagall Act originale statunitense.