Con il Green Deal è stata pervertita la Politica Agricola Comune Europea

La pandemia e le successive misure di lockdown dovrebbero averci ricordato la necessità di garantire la sicurezza alimentare in tutto il mondo. Per ripristinarla occorre liberare il mondo dalla dittatura finanziaria di Wall Street e della City di Londra, comprese le loro appendici sotto forma di cartelli agricoli e alimentari che dominano l’intera filiera di produzione e distribuzione, e che stanno acquistando sempre più terreni agricoli nel mondo. Questa è la sfida lanciata dall’ex candidato alla presidenza francese Jacques Cheminade (foto) nel suo intervento alla videoconferenza dello Schiller Institute del 27 giugno.
Oggi v’è un enorme e crescente bisogno di cibo nel mondo, eppure in Europa, negli Stati Uniti e altrove agli agricoltori viene impedito di produrre. Con l’attuale sistema neoliberista, così come v’è stata una drammatica mancanza di attrezzature mediche di base per far fronte all’epidemia di Covid-19, oggi non vi sono quasi più riserve per far fronte alle carenze di cibo. Nel caso delle scorte di grano, ha sottolineato Cheminade, l’Europa ne ha, nella migliore delle ipotesi, abbastanza per quarantacinque giorni! E la situazione è destinata a peggiorare notevolmente una volta attuato il Green Deal voluto dalla Commissione Europea.
“È criminale non tenere riserve adeguate di cibo”, ha dichiarato Cheminade. “È criminale aver ridotto al di sotto del costo di produzione i prezzi pagati agli agricoltori”. È criminale aver messo i produttori del mondo in competizione tra loro per abbassare i prezzi a vantaggio dei cartelli mondiali di cereali, carne, sementi, pesce… È criminale che nei Paesi più poveri del mondo si permetta di perdere il 70% della produzione perché mancano catene del freddo e vi sono troppi roditori. È criminale costringere quei Paesi a pagare di più per gli interessi sul debito agli organismi finanziari che per la costruzione e la manutenzione di ospedali o scuole”.

Subentrano la Deregulation e il pseudo-ambientalismo

Questa ideologia non è sempre stata dominante in Europa, come ha dimostrato Cheminade. La politica agricola comune, lanciata il 30 luglio 1962, aveva infatti quattro obiettivi fondamentali: 1. aumentare la produttività; 2. garantire un tenore di vita equo ai produttori di generi alimentari; 3. stabilire un prezzo remunerativo che includesse il reinvestimento; 4. garantire l’approvvigionamento alimentare e un prezzo ragionevole per i consumatori. Il sistema “ha funzionato per circa 30 anni sulla base di un mercato comune autosufficiente, con una priorità produttiva legata al progresso industriale (trattori moderni, fertilizzanti, anticrittogamici, ecc.), più la solidarietà finanziaria e una preferenza europea. L’aiuto e il sostegno finanziario sono stati forniti sotto forma di un prezzo minimo garantito ai produttori, chiamato “aiuto indiretto”. Di conseguenza, i membri del Mercato Comune, come veniva chiamato a quei tempi, divennero autosufficienti e l’Europa Occidentale crebbe fino a diventare il secondo esportatore mondiale di prodotti alimentari. Le aziende agricole crebbero moderatamente e l’intero settore agricolo subì un periodo di relativa prosperità nonostante la sua profonda e rapida trasformazione”.
Oggi, al contrario, gli agricoltori europei sono diventati fortemente indebitati e ostaggio delle banche, e dipendono sempre più dai sussidi e da un secondo lavoro fuori dall’azienda. Che cosa è successo?
Ebbene, nel contesto della frenesia della deregolamentazione finanziaria globale e della deindustrializzazione degli anni Novanta in tutta l’Europa Occidentale, anche la Politica Agricola Comune è cambiata in peggio. “I sussidi indiretti basati sulle garanzie di prezzo sono scomparsi e sono stati sostituiti dai cosiddetti sussidi diretti, proporzionali alla superficie delle aziende agricole [e separati dalla produzione]. Ciò è stato fatto sotto la pressione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio con il pretesto di evitare “distorsioni dei prezzi”. Di conseguenza, i sussidi sono andati in gran parte ai maggiori proprietari terrieri come la Regina d’Inghilterra, il Principe di Monaco e il Duca di Kent, mentre le aziende di piccole e medie dimensioni sono state strangolate a causa del calo dei prezzi e degli aiuti. “La loro unica opzione era quella di andarsene o di essere ulteriormente strangolate dalle banche, tra le quali l’ex banca agricola francese, il Crédit Agricole, che divenne una banca come tutte le altre, e ancora peggio per i suoi vecchi clienti!
Il bilancio agricolo dell’Unione Europea è stato ridotto in termini di potere d’acquisto ed è diminuito come percentuale del bilancio dell’UE. A ciò si aggiunga la vulnerabilità di tutti i produttori al sistema dei tassi di cambio fluttuanti, con le aziende agricole di medie o piccole dimensioni che affondano e quelle grandi che diventano più ‘esperte’ del mercato di Chicago che di agricoltura!”.
Ciò che l’Unione Europea propone oggi, con il suo Green Deal e l’enfasi su presunte considerazioni “ambientali” e “sul cambiamento climatico”, minerà ulteriormente le aziende agricole a conduzione familiare a beneficio dei cartelli e dei colossi alimentari, ha ammonito Cheminade. Mentre le organizzazioni agricole hanno proposto varie misure, che possano arrecare un po’ di sollievo a breve termine, non riescono ad andare alla radice del problema. E infatti, la Politica Agricola Comune è fallita proprio perché non si è occupata del contesto globale, con un sistema basato su assiomi completamente diversi. Anche nella sua massima efficacia, ha commentato Cheminade, è stata “principalmente difensiva, o in termini francesi, una sorta di linea Maginot destinata a fallire sotto attacchi al fianco o dall’alto”. E mentre ha temporaneamente risolto la crisi alimentare all’interno dell’Europa Occidentale, non ha fatto nulla per organizzare i mercati e le scorte alimentari al livello richiesto da un’alleanza tra le nazioni del mondo”.
La crisi acuta di oggi, segnata dalle proteste sociali e dai disordini in tutto il mondo transatlantico, ci dà la possibilità di “rompere finalmente le regole del gioco”, ha concluso Cheminade. Per farlo, possiamo usare le “Quattro Leggi di Lyndon LaRouche” come tabella di marcia per la battaglia che ci attende” (vedi https://youtu.be/N3nzDQn8zQY).
L’intervento di Jacques Cheminade può essere seguito per intero nella seguente pagina: