Chiamare il bluff britannico: sono in bancarotta e mentono sul Russiagate

Da Seattle a Greenwich, dalla Francia all’Italia, il movimento internazionale che fa capo all’economista americano LaRouche è in piena mobilitazione per fermare il golpe dell’impero britannico mirante a destituire Trump, golpe basato sulla grande menzogna secondo cui il Presidente russo Vladimir Putin sarebbe l’autore dell’attacco hacker ai computer del DNC (la direzione del Partito Democratico USA) durante la campagna presidenziale del 2016, e lo avrebbe fatto per garantire l’elezione di Trump.

La mobilitazione del LaRouchePAC e di Movisol sta già ottenendo i primi effetti, ma va accelerata prima che il golpe britannico riesca, portando il mondo sull’orlo di una guerra termonucleare. E’ possibile fermare il golpe rompendo la censura sul memorandum dei VIPS (i veterani dell’intelligence americana) che dimostra, prove forensi alla mano, come non si sia trattato di un attacco hacker dall’esterno, ma di un’operazione interna al DNC. La maggioranza della popolazione americana non crede alla favola del ruolo russo nelle elezioni presidenziali, e non vuole una politica di scontro con Russia e Cina. Magari non ha un’idea chiara di quale politica debba essere adottata, su questo è cruciale il ruolo del LaRouchePAC, ma sicuramente sa che la campagna dei media contro Trump puzza di marcio lontano un miglio.

Urge chiamare il bluff britannico. Non occorre che il popolo americano e il Presidente Trump accettino le regole del gioco, visto che è un gioco truccato. L’impero britannico in realtà è in bancarotta, e per dargli la spallata finale è sufficiente ripristinare la legge Glass-Steagall di Roosevelt e creare un sistema creditizio come quello di Hamilton che colleghi le America e l’Europa alla Nuova Via della Seta.

Il Presidente Trump, ha sottolineato LaRouche, potrebbe scavalcare la messinscena delle sanzioni decise dal Congresso contro Russia, Iran e Corea del Nord, con un decreto presidenziale che definisca tali sanzioni anticostituzionali, indicendo un incontro urgente con Putin per affrontare insieme le questioni di comune interesse, come l’economia, la lotta al terrorismo, il traffico di droga e via dicendo.

Nel frattempo è in corso una battaglia all’interno e intorno all’amministrazione Trump a Washington. Il vicepresidente Pence sta visitando i paesi dei Balcani per promuovere il conflitto con la Russia, arrivando a caratterizzare il Montenegro (con una popolazione di 600.000 persone) come una “ispirazione per il mondo intero” nel resistere alla Russia e voler aderire alla NATO. Al contempo il Segretario di Stato Rex Tillerson ha dichiarato alla stampa che lui e il ministro degli Esteri russo Lavrov stanno “cercando di trovare modi con cui migliorare i rapporti” e “stiamo lavorando con la Russia ed altre parti” nella battaglia contro il terrorismo in Siria.

Quale dei due percorsi vincerà, quello di pace e sviluppo, o di guerra e depressione economica, dipende anche dalla nostra mobilitazione, nel far conoscere le prove che il Russiagate è una frode, scrivendo ai quotidiani, mandando la notizia ai blogger, intervenendo nei dibattiti pubblici. E ricordando che l’alternativa esiste: la separazione bancaria e la Nuova Via della Seta.