Mentre pubblichiamo, il conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran è divampato di nuovo. La questione principale è lo Stretto di Hormuz, mentre la motivazione originaria della guerra di aggressione statunitense-israeliana iniziata il 28 febbraio, ovvero impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari, è stata messa da parte. Chiaramente, la prima campagna di bombardamenti non è riuscita a neutralizzare le capacità dell’Iran. Il 13 luglio, Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti diventeranno i “guardiani dello Stretto”, istituendo un sistema di pedaggio per il quale cui gli USA si occuperanno della riscossione. Le possibilità di successo sono esigue quanto quelle del blocco navale statunitense dello Stretto, terminato dopo un paio di giorni in un fallimento totale.

Dalla scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno sferrato almeno cinque ondate di attacchi militari contro l’Iran, seguite da rappresaglie iraniane con missili balistici e droni da attacco kamikaze, che hanno colpito strutture statunitensi nei paesi del Golfo. Le ultime risposte iraniane sembrano essere molto più incisive rispetto al passato. Le conseguenze sull’economia mondiale sono estremamente preoccupanti, in particolare per i paesi più poveri del Sud del mondo.

Nel frattempo, il corteo funebre per l’Ayatollah Khamenei, ucciso in un attacco statunitense il primo giorno di guerra, ha portato in strada circa 40 milioni di iraniani per piangere la morte del loro Leader Supremo assassinato. Ciò ha lanciato un segnale potente contro l’aggressione straniera, anche da parte di coloro che non sostengono le autorità al potere. La resistenza del popolo iraniano si è rivelata un altro grave errore di valutazione da parte dell’amministrazione Trump.

A quanto pare, alcuni stanno deliberatamente alimentando la paura di Donald Trump di essere assassinato, al fine di provocare un’escalation. Così, il 13 luglio il Presidente ha rilasciato la bizzarra dichiarazione secondo cui, se l’Iran dovesse davvero assassinarlo, avrebbe lasciato istruzioni per “decimare e distruggere completamente tutte le regioni dell’Iran”. Secondo quanto riferito, informazioni di intelligence false al riguardo gli sarebbero state fornite dai servizi israeliani.

Un fronte importante per indurre un cambiamento nella politica statunitense è la lotta in corso al Congresso degli Stati Uniti per impedire l’approvazione di un disegno di legge che fonderebbe di fatto le capacità militari, tecnologiche e di intelligence degli Stati Uniti e di Israele. Nel lungo periodo, solo l’approccio dello sviluppo economico reciproco per l’intera regione, come proposto nel Piano Oasi dello Schiller Institute e come in parte adottato dalle potenze regionali, può garantire la fine delle attuali manipolazioni geopolitiche. Questi temi saranno affrontati alla tavola rotonda dell’EIR il 31 luglio.