Come abbiamo precedentemente annunciato, il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto capire che al G20 di Hangzhou il 4-5 settembre intende porre l’accento sull’urgente necessità di una nuova architettura economica e finanziaria globale. Progressi in tale direzione sono stati fatti nel periodo recente con la New Development Bank dei BRICS, la Asian Infrastructure Investment Bank (che ha quasi sessanta membri fondatori) e la politica cinese della Nuova Via della Seta, tutte miranti a sviluppare l’economia reale.

Ciò è in forte contrasto con il sistema finanziario transatlantico, irrimediabilmente in bancarotta e in grado di trascinare rovinosamente con sé ogni nazione sufficientemente folle da ostinarsi a salvarlo. I servizi pubblicati su Xinhua, l’agenzia di informazioni di Pechino, mostrano che i leader cinesi (e non solo essi) l’hanno capito.

Un articolo pubblicato il 23 agosto pone esplicitamente l’urgenza di “riformare” il sistema finanziario ed economico internazionale, nella prospettiva di crisi come quella di “un possibile collasso dell’Eurozona”. L’articolo indica l’incapacità delle economie sviluppate di “superare il divario crescente tra ricchi e poveri, ridurre il fardello del debito e riprendere vigore e vitalità per lo sviluppo dopo la crisi finanziaria globale del 2008”, cosa che ha motivato lo scetticismo e le critiche al liberismo portato avanti dagli USA.

Un altro articolo di fondo di Xinhua, intitolato “Il vertice del G20 in Cina, una rampa di lancio per l’economia mondiale”, identifica il monetarismo come il male che va sostituito con la crescita, affermando che “l’eccessivo affidamento sulla politica monetaria” nei paesi sviluppati ha portato a instabilità macroeconomiche e finanziarie altrove.

Il direttore nota che la Cina sfrutterà il vertice per “sollecitare il dialogo tra i paesi sviluppati e in via di sviluppo sul potenziale per promuovere la crescita attraverso riforme e innovazione”. Quest’ultima, “caratterizzata da tecnologia e nuovi prodotti e modelli industriali, creerà nuove occasioni di consumo e nuove tendenze”.

Infatti, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha sottolineato che la voce dei paesi in via di sviluppo sarà “pienamente ascoltata al vertice”, e le decisioni sugli affari economici saranno prese dopo “consultazioni a pari livello”. Ciò riflette “un grande cambiamento nel paesaggio economico mondiale”, ha affermato.

Anche l’innovazione tecnologica dovrebbe essere una componente chiave delle discussioni. In quel contesto, l’Accademia delle Scienze Sociali Cinese ha pubblicato un rapporto che suggerisce i modi in cui tutte e venti le nazioni del gruppo potrebbero incrementare le loro politiche dell’innovazione.

Va notato che i leader cinesi coordinano strettamente il G20 con i russi. Il 23 agosto, Xinhua ha pubblicato un’intervista con Andrey Kortunov, direttore generale del Consiglio Russo per gli Affari Internazionali, che ha dichiarato: “Russia e Cina dovrebbero lavorare assieme nella cornice del G20 per assicurare un nuovo ordine finanziario internazionale”. Anche se ciò risulta arduo, i due paesi devono “cercare convergenze con Washington ed evitare crisi senza tuttavia fare concessioni sui principii”, ha aggiunto.