Petizione del LaRouche PAC: Fare luce sulla rete del terrore e della guerra permanente

11 settembre 2001- 11 settembre 2016

Il Larouche PAC ha diffuso la seguente petizione per esporre le reti che sono dietro agli attentati dell’11 settembre e alla “lotta al terrorismo” che maschera la guerra permanente. La campagna del LaRouchePAC e di un gruppo di congressisti e di familiari delle vittime ha ottenuto nel frattempo la pubblicazione delle “ventotto pagine”.

Mentre ci avviciniamo al quindicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, la nostra nazione non si è ancora ripresa da quel giorno infame; è anzi più violenta, più terrorizzata, più impoverita e più disperata di prima. Che la verità su quanto accadde allora, con la morte di quasi tremila cittadini americani, non sia ancora stata raccontata al popolo americano e che la giustizia non sia ancora stata perseguita, è una delle cause della devastazione che la nostra nazione e gran parte del mondo stanno sperimentando.

Quindici anni fa quattro aerei decollati a Boston, a Newark e nell’Aeroporto Dulles furono dirottati e furono fatti precipitare uccidendo tutti i passeggeri. Morirono le 265 persone a bordo degli aerei, 125 persone nell’edificio del Pentagono e 2606 persone nel complesso del World Trade Center.

Questo triste conto non comprende le tante migliaia di americani uccisi al fronte, nelle guerre in Iraq, in Afghanistan e ovunque sia stata combattuta la cosiddetta “guerra al terrorismo”, né include le centinaia di pompieri, infermieri, volontari, ecc. che accorsero sul posto e nel tempo morirono perché intossicati dai detriti inalati durante le operazioni di soccorso e di bonifica della zona. Né include i soldati che si suicidano, al ritmo di quasi 25 al giorno.

Questo triste conto non comprende le centinaia di migliaia di iracheni, afghani, somali, libici, pakistani, yemeniti, siriani, ecc. che sono periti in queste guerre o come “danni collaterali” degli attacchi sferrati con i droni.

Non soltanto sono state perse centinaia di migliaia di vite, ma con queste guerre il numero di attentati terroristici è aumentato, invece di diminuire. A Parigi, a Bruxelles, a Baghdad, a San Bernardino, a Orlando e ora a Dallas avvengono stragi di massa, che fanno tremare alle fondamenta l’ordine degli affari umani.

In Gran Bretagna l’Inchiesta Chilcot su Tony Blair, il Primo Ministro promotore dell’invasione dell’Iraq, è giunta alla conclusione che nel 2003 non si trattò di una guerra necessaria, ma, per implicazione, di una mera guerra di aggressione. Come si è espresso il Guardian di Londra, “Tony Blair è dannato”. I genitori e i familiari dei 179 soldati britannici uccisi in Iraq stanno ora facendo causa contro di lui, per la morte dei loro amati in una guerra non necessaria e illegittima.

Che cosa dire dei Presidenti Bush Jr. e Obama, e dell’ex Vicepresidente Cheney, che perseguirono questa guerra e altre, al prezzo di migliaia di vite americane e della sicurezza di tutti noi?

Ricordiamo che, benché 15 dei 19 dirottatori fossero sauditi, l’amministrazione Bush e il governo saudita condussero una campagna di relazioni pubbliche atta a dare la colpa a qualcun altro, concentrando innanzitutto tutta l’attenzione sulla rete di Osama bin Laden, quindi sulla presunta minaccia costituita dall’Iraq, adottando una politica che ha fatto sprofondare gli Stati Uniti in uno stato di guerra permanente, che dura da decenni.

Noi sottoscritti crediamo che il mondo abbia pagato fin troppo per l’insabbiamento della verità sugli eventi dell’11 settembre 2001. Esigiamo giustizia per tutti coloro che morirono in quel giorno e successivamente. Chiediamo quanto segue:

1. L’immediata pubblicazione delle “ventotto pagine”, ovvero del capitolo finale dell’inchiesta congiunta del Congresso sulle attività dei servizi d’informazione prima e dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, che può aiutare a svelare l’apparato anglo-saudita che sostenne i dirottatori dell’11 settembre, durante gli addestramenti e preparativi per i loro attacco agli Stati Uniti;

2. La pubblicazione dell’accordo “Al-Yamamah” di scambio di petrolio e armi, negoziato dall’allora Primo Ministro Margaret Thatcher e dal principe saudita Bandar, che creò il fondo nero sufficiente per finanziare gli attentati dell’11 settembre;

3. Un’indagine approfondita, a fianco dell’esame delle migliaia di pagine dell’FBI dedicate al caso ma finora tenute nascoste, delle zone in cui risiedevano i dirottatori: Falls Church (VA), Sarasota (FL), San Diego (CA), Paterson (NJ), ecc.;

4. Un’indagine in stile “Inchiesta Chilcot” su entrambe le amministrazioni, Bush Jr. e Obama, per determinare il grado della loro complicità negli insabbiamenti e nella protezione dell’apparato del terrore dietro agli attentati dell’11 settembre, e se essi, al pari di Tony Blair, si siano impegnati in una “guerra d’aggressione”, in violazione del diritto internazionale;

5. La collaborazione tra Stati Uniti e Russia per sradicare le reti del terrorismo in Medio Oriente e nell’Africa Settentrionale, e per ricostruire la regione in modo che i milioni di migranti possano ritornare in sicurezza alle loro case.

Onoriamo coloro che morirono a causa degli attentati dell’11 settembre 2001 dedicandoci a creare un mondo in cui ciò non possa più accadere.

Per firmare

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