L’unica riforma utile per Grecia e Italia: Glass-Steagall e cooperazione coi BRICS

Editoriale di Liliana Gorini, Presidente di MoviSol

Mentre i nostri mass media ci dipingono uno Tsipras arrendevole e disposto al compromesso, nonostante il mandato chiaro che gli viene dal referendum di domenica scorsa, ed una Merkel ferma e irremovibile nel dire “no” al taglio del debito greco, le questioni davvero decisive per il futuro della Grecia e dell’Europa non vengono affrontate, se non su queste pagine: l’urgenza di un nuovo sistema finanziario e creditizio che sostituisca quello attuale, ormai fallito. La debolezza della Merkel è indicata dalla copertina di Der Spiegel di questa settimana, che mostra la Cancelliera tedesca sulle rovine dell’Acropoli definendola la “Truemmerfrau”, la donna delle macerie, e titola “se fallisce l’Euro fallisce anche la Cancelleria Merkel”. Non solo per il suo atteggiamento intransigente verso la Grecia, ma anche per l’esposizione in derivati di Deutsche Bank, che rischia di far saltare il governo tedesco e tutto l’Eurosistema, anche se si arriverà ad un accordo sulla Grecia. Qualunque sia l’esito del Consiglio d’Europa domenica, bisogna tener presente che la partita non è ancora finita, e che la richiesta di ristrutturazione del debito della Grecia, ribadita da Tsipras al Parlamento Europeo, è stata sostenuta anche da 26 parlamentari inglesi, anche se tutti gli altri Parlamenti ed i governi continuano ad obbedire alla Merkel ed a Schaeuble. L’argomento di Schaeuble è che il taglio del debito non è consentito dai trattati. Un motivo in più per abolire i trattati, a partire da quello di Maastricht e dal MES, visto che uccidono la nostra economia.

L’unica riforma che può salvare la Grecia, l’Europa e il mondo intero è quella di cui non parlano i nostri media, o i nostri politici, ma che da qualche giorno è al centro della discussione negli Stati Uniti ed anche al vertice del gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) che si è appena concluso a Ufa, in Russia: il ripristino della legge Glass-Steagall, ripresentata questa settimana dalle Sen. Elizabeth Warren e Maria Cantwell (democratiche), dal Sen. John McCain (repubblicano) e dall’indipendente Sen. Angus King, ed anche al centro della “lettera aperta” inviata a Wall Street da Martin O’Malley, candidato presidenziale democratico, che chiede “importanti riforme strutturali e di trasparenza, come il ripristino della legge Glass-Steagall per evitare un altro crac”. Sia la lettera aperta di O’Malley che il disegno di legge della Warren sono su tutti i media americani. In base alla legge Glass-Steagall, che separa nettamente le banche commerciali da quelle d’affari, almeno due terzi del debito greco (la speculazione in derivati sui titoli greci) deve essere cancellato.

Anche il Presidente russo Putin, al vertice BRICS ad Ufa, ha annunciato che la Russia “promuoverà attivamente una riforma dell’architettura finanziaria globale” e che la Nuova Banca per lo Sviluppo dei BRICS “inizierà a finanziare progetti congiunti su vasta scala”, tra cui in Grecia. Ai margini del vertice di Ufa, in cui si è discusso anche della crisi dell’Euro, il ministro del Commercio e Industria del Sud Africa Rob Davies ha dichiarato a Russia Today: “noi non saremo guidati dall’insensata austerità che sta provocando enormi difficoltà in alcune parti del mondo sviluppato”. E polemizzando implicitamente con Christine Lagarde e il Fondo Monetario Internazionale, il presidente della Nuova Banca per lo Sviluppo Kundapur Vaman Kamath ha aggiunto “i prestiti saranno per progetti con un ritorno sociale, questa è vera bancabilità”.

Come ha sottolineato la signora Helga Zepp-LaRouche, in un’intervista a Sputnik News pubblicata il 6 luglio (vedi) la cooperazione coi BRICS è la chiave di volta per uscire dalla crisi, e fermare le provocazioni di guerra della NATO. “La fondatrice dello Schiller Institute” scrive Sputnik “ha sottolineato che le nazioni dei BRICS rappresentano un nuovo modello di rapporti internazionali fondati sulla mutua cooperazione, che è l’essenza di un nuovo ordine mondiale.

“Questo modello è molto attraente, come dimostrano i numerosi accordi economici tra i BRICS e molti paesi in America Latina e Centrale, Asia, Africa e perfino alcuni paesi europei da quando si tenne il vertice dei BRICS a Fortaleza, in Brasile, un anno fa” ha aggiunto la signora Zepp LaRouche.

Il gruppo BRICS è un’unione di cinque economie, Russia, Brasile, India, Cina e Sud Africa, che cooperano su una vasta gamma di questioni, inclusa la finanza e l’economia. I cinque membri del gruppo, che rappresentano più di un terzo della popolazione mondiale, sono nazioni in via di sviluppo il cui influsso politico ed economico aumenta costantemente.”

Sono queste le riforme urgenti per la Grecia, non quelle imposte dalla Troika, che continua a ignorare bellamente il volere degli elettori in Grecia, proseguendo su una strada di austerità che porterà tutta l’Europa al declino. L’atteggiamento provocatorio di Junker e dell’europarlamentare tedesco Weber durante l’intervento di Tsipras al Parlamento Europeo è indicativo di questo declino, non solo economico, ma anche morale dell’Europa. Tsipras ha risposto loro che nel 1953 fu dimezzato il debito tedesco, ed è grazie a questa decisione la Germania uscì dalla crisi del dopoguerra e divenne una potenza economica.

Un esempio ancora più eclatante del declino morale dell’Europa ci viene dal governo Renzi, che considera “inutile” il referendum greco. Durante il suo intervento al Senato il 9 luglio il ministro Padoan ha definito “sconfortante” l’atteggiamento del governo greco che avrebbe fatto “perdere tempo” aggiungendo che la questione dell’austerità sarebbe “un falso problema”. Per il governo Renzi, quindi, la democrazia è “una perdita di tempo”. Lo dimostra anche il voto alla Camera sulla scuola, che ha ignorato bellamente le proteste di insegnanti, studenti e dei sindacati. Nel tentativo di fare bella figura con la Merkel, Renzi si atteggia a Gauleiter, dimenticando che la Merkel, ed il sistema finanziario speculativo che difende a spada tratta, a costo di uccidere tutti i greci, è in bancarotta e politicamente finito, anche se i nostri media fanno finta di non vederlo. C’è un mondo intero là fuori che non risponde ai Diktat della Merkel, a partire dal gruppo BRICS. L’Italia, e la Grecia, farebbero bene ad orientarsi a quel nuovo mondo.