Vitrenko: la scienza dell’economia fisica di LaRouche è la chiave per risolvere i problemi dell’Ucraina e del mondo

Pubblichiamo il discorso di Natalia Vitrenko, leader del Partito Socialista Progressista Ucraino, alla conferenza dello Schiller Institute che si è tenuta a Bad Soden, in Germania, il 16-17 novembre. L’on. Vitrenko ha più volte denunciato il ruolo dell’UE e dell’amministrazione Obama nel golpe neonazista di Euromaidan. E’ questo il vero scandalo ucraino, non quello di cui si discute alle audizioni del Congresso sull’impeachment.

Cari delegati a questa conferenza sul “futuro dell’umanità come specie creativa nell’universo”! Cara Helga Zepp-LaRouche!
E’ un grande onore per me parlare a questa conferenza sul ruolo degli insegnamenti di LaRouche per risolvere i problemi del mondo intero, e di continenti particolari, come l’Eurasia, e di paesi specifici, come l’Ucraina.
E’ il mio primo discorso ad una conferenza dello Schiller Institute, da quando è mancato un grande uomo, un patriota del pianeta Terra, il rinomato economista, filosofo e politico Lyndon LaRouche. Sono orgogliosa di aver potuto ascoltare per quasi un quarto di secolo il grande LaRouche e incontrarlo alle conferenze, in cui abbiamo discusso i processi socioeconomici e geopolitici, e di aver passato del tempo a casa si Lyn ed Helga, una famiglia che vive ad un alto livello intellettuale. Sono grata non solo di averli conosciuti, ma anche di essere amica di queste persone uniche.
Il grande Lyn ci ha lasciati. Ma i suoi insegnamenti, la luce possente delle sue idee, restano. Così come restano i problemi del pianeta terra, ed aumentano in modo minaccioso, fino a livello esplosivi. Lyndon LaRouche li aveva previsti e ci aveva messi in guardia. In particolare al forum “per l’unità dell’Europa, come ristabilire la fiducia” che fu organizzato nel gennaio 2019 a Mosca dall’Accademia Slava Internazionale delle Scienze, Istruzione, Arte e Cultura, nel mio discorso “verso un’Europa unita grazie a un cambio del paradigma” alla ricerca di soluzioni dei problemi dell’Europa odierna utilizzai le idee di Niccolò Cusano, Vladimir Vernadsky, e Lyndon LaRouche. (Il mio intervento fu pubblicato sulla rivista Slavyane [Gli slavi] No. 4/1 del 2018/2019.)
Questa metodologia analitica è straordinariamente importante, perché è scientifica ed è stata confermata nella pratica. Non conosco nessun altro studioso al mondo, che possa prevedere le crisi finanziarie con la stessa precisione di Lyn, sia nell’economia mondiale nel suo complesso, sia nei singoli paesi. Ritengo che gli scritti di Lyndon LaRouche sulla metodologia degli studi economici, così come le sue proposte specifiche per cambiare la natura e il ruolo delle istituzioni internazionali che determinano l’ordine mondiale esistente, e le sue proposte per riorganizzare il mondo e creare un ordine mondiale completamente diverso, dovrebbero essere una materia di studio separata per gli studenti di tutte le principali università del mondo.

La precisione delle previsioni di LaRouche e il suo trattamento meticoloso dei problemi delle economie nazionali sono chiaramente dimostrati nel caso del mio paese, l’Ucraina. L’Ucraina era una delle repubbliche più avanzate dell’ex Unione Sovietica. Fino al 1991, era un paese prospero e in progressivo sviluppo. La Repubblica socialista sovietica ucraina era tra i primi dieci paesi del mondo, in termini di PIL pro capite, e il suo PIL era superiore a quello della Polonia, del Portogallo o dell’Argentina. L’Ucraina era tra i primi sei (ripeto, sei!) paesi del mondo, in possesso di capacità di produzione a ciclo completo per la costruzione di aerei, e per la costruzione navale avanzata, la costruzione di motori diesel, e l’industria automobilistica (compresi gli autobus), missili e attrezzature agricole. Tutto questo si basava sulle capacità scientifiche, di Ricerca e sviluppo e sulle capacità tecnologiche dell’Ucraina. Non c’era disoccupazione. Avevamo un costante aumento della formazione professionale per la forza lavoro.

Nel giugno 1992, l’Ucraina ha aderito al Fondo monetario internazionale e ha accettato di attuare tutte le condizioni dettate dal FMI per i crediti emessi. Volodymyr Marchenko ed io siamo venuti ad una conferenza dello [Schiller Institute] a Washington nel febbraio 1995, e abbiamo riferito che in Ucraina era in corso una discussione su un programma di riforma del governo, che doveva poi essere approvato dal Parlamento. Lyn e Helga non erano indifferenti all’inevitabile catastrofe che il nostro paese si trovava ad affrontare. A quel tempo eravamo rappresentanti del Partito socialista ucraino (SPU), il cui leader Alexander Moroz era Presidente del Parlamento. La politica di riforma in Ucraina dipendeva in gran parte da lui personalmente e dal gruppo parlamentare della SPU, in quanto gli economisti e i dirigenti economici ucraini si opponevano alle imposizioni monetariste e coloniali del FMI nel paese, sostenendo essenzialmente la teoria dell’economia fisica del LaRouche e sostenendo una politica in base alla quale sarebbe stato decisivo lo sviluppo della produzione materiale. Lo Schiller Institute inviò i suoi rappresentanti, Michael Vitt e Dennis Small, in Ucraina; nel maggio 1995 incontrarono gli attivisti di partito della SPU. Poi, nel giugno 1995, Lyndon e Helga sono venuti a Kiev, dove è stato organizzato un incontro tra loro e il Presidente del Parlamento. Come partecipante a quell’incontro, ho visto come LaRouche, in modo convincente e ben argomentato, ha esortato Moroz a non accettare i prestiti del FMI e ad astenersi dall’attuare le riforme secondo le ricette del FMI. Purtroppo, il livello intellettuale e le qualità morali di Moroz gli hanno impedito di seguire i consigli del grande economista americano, così cruciale per il destino dell’Ucraina. Di conseguenza, come aveva avvertito LaRouche, la catastrofe ucraina divenne irreversibile. Ma c’era stata la possibilità, una vera opportunità storica, di impedire questa terribile distruzione dell’economia, l’impoverimento e la morte della popolazione!

Purtroppo, l’incapacità di comprendere la portata delle minacce e di scegliere una via di salvezza nazionale è un problema non limitato a Moroz e all’élite politica ucraina. È un problema delle élite politiche in praticamente tutti i Paesi del mondo ad eccezione della Cina. Di conseguenza, a causa della loro incapacità di comprendere i processi socioeconomici e finanziari fondamentali, e di assumersi la responsabilità per il destino delle loro popolazioni, non soffrono solo i loro paesi, ma soffre il mondo intero.
Questa sfida è ora in cima all’agenda mondiale. Ciò di cui LaRouche ha parlato instancabilmente – l’inevitabilità della crisi finanziaria globale (paragonabile nei suoi effetti alla guerra termonucleare), derivante dall’inflazione di gigantesche bolle speculative finanziarie che hanno raggiunto dimensioni critiche – è ora argomento di discussione tra gli esperti di tutti i continenti: Paul Krugman e Mark Mobius, George Soros e Mervyn King, analisti della Banca d’Inghilterra, della Banca Mondiale, della Banca d’America e altri. L’enorme debito finanziario non solo dei paesi deboli del Terzo Mondo, ma anche delle principali economie del nostro pianeta (e questa è la cosa più importante!), sta trasformando l’economia mondiale in una polveriera, che inevitabilmente esploderà nel prossimo futuro. Secondo i dati della CIA, il debito degli USA nel 2019 è di 23 trilioni di dollari (135% del PIL), quello del Giappone di 13 trilioni di dollari (295% del PIL) e quello del Regno Unito di 2,7 trilioni di dollari (108% del PIL). Tuttavia, la Banca Mondiale afferma che il livello massimo di indebitamento ammissibile per un paese è pari al 77% del PIL.
Torniamo all’Ucraina. L’Ucraina ha attuato pienamente tutte le richieste del FMI: il settore statale dell’economia è stato smantellato, con privatizzazioni di massa; la Banca nazionale non è più subordinata al governo; ed è stato istituito un sistema di banche commerciali, all’interno del quale le banche più piccole vengono regolarmente chiuse. Contemporaneamente abbiamo avuto la deregolamentazione dei prezzi, il tasso di cambio e il commercio estero, così sono state create tutte le condizioni per la formazione e l’arricchimento di un’oligarchia ucraina. Un’altra spinta al loro capitale è stato il modello di lavoro a basso costo, imposto dall’Occidente, basato su una sottovalutazione artificiale del livello minimo ufficiale di sussistenza del reddito, che era fissato solo al 20 o 25 per cento del costo reale della vita. Questo, a sua volta, ha portato a livelli infimi di salari e pensioni, e a prestazioni sociali penosamente basse. La stabilità macroeconomica è stata valutata esclusivamente attraverso la riduzione del deficit di bilancio imponendo tagli ai finanziamenti per l’assistenza sanitaria e l’istruzione, per la cultura e lo sport, e attraverso il costante aumento delle bollette, giustificato dal mantra che devono essere portate al livello di mercato, e che il governo dovrebbe cessare qualsiasi regolamentazione dei prezzi dei prodotti alimentari, dei medicinali, delle necessità vitali, delle comunicazioni, dei trasporti e di altri servizi. Questo ha portato ad un costante e illimitato aumento del costo della vita. La grande maggioranza della popolazione è stata privata della capacità di coprire il costo della vita con il proprio reddito.
Non sorprende quindi che l’Ucraina sia l’ultimo di tutti i 42 paesi europei per potere d’acquisto della popolazione. Queste statistiche sono state pubblicate nell’ottobre 2019 nello studio “Purchasing Power Europe 2019” della società di analisi dei dati GFK. In media, il reddito di un residente in Europa nel 2019 è di 14.739 euro, mentre il reddito medio di un ucraino è di 1.830 euro, solo un ottavo.
La politica economica dell’Ucraina è determinata dagli interessi comuni degli oligarchi ucraini e delle istituzioni finanziarie internazionali (FMI, Banca Mondiale, BERS, World Trade Organization e altri), che a loro volta esprimono gli interessi dei circoli dirigenti dei principali paesi occidentali. Non hanno alcuna utilità per l’Ucraina come concorrente o partner paritario. Proprio come aveva avvertito LaRouche, non hanno alcun interesse per lo sviluppo dell’economia nazionale o della sua stessa economia fisica di base e della produzione materiale. Sono interessati ad avere un grande mercato per i loro beni e servizi, in modo da aumentare i propri profitti. Hanno bisogno dell’Ucraina come fornitore di materie prime per le loro aziende e di manodopera super economica e altamente qualificata. I piani dell’Occidente includono anche l’acquisizione del territorio stesso dell’Ucraina (ricordate, questo è un paese nel centro geografico dell’Europa, un importante snodo di transito per il continente dell’Eurasia, con sbocchi su due mari e un gran numero di fiumi, laghi e grandi aree forestali). Di particolare importanza è la nostra ricchezza di terre arabili (19 per cento di tutti i terreni agricoli in Europa) e terra nera (8,7 per cento della terra nera del mondo).
Pertanto gli orchestratori occidentali delle riforme in Ucraina, insieme agli oligarchi ucraini, sono assolutamente indifferenti alla sofferenza del nostro popolo, che ha portato ad un’orribile emigrazione di manodopera dall’Ucraina (almeno 10 milioni di persone negli ultimi cinque anni) e ad una crescita naturale negativa della popolazione (il tasso di mortalità è quasi il doppio della natalità). Il risultato è che la popolazione dell’Ucraina è scesa da 52 milioni di persone al momento dell’indipendenza nel 1991, a 30 milioni in realtà. Gli esperti danno l’allarme da tempo, e questa è la loro stima della popolazione reale del paese, ma le statistiche governative continuano a nasconderlo, affermando che la popolazione è di 42 milioni di persone senza contare la Crimea o le autoproclamate repubbliche Donbass. L’attuale Presidente del Parlamento Dmytro Razumkov, tuttavia, ha dovuto riconoscere la situazione reale, quando nel settembre 2019 si è pronunciato a favore della modifica della Costituzione ucraina, per ridurre il numero dei deputati del popolo in Parlamento da 450 a 300.
L’economia ucraina oggi è un triste spettacolo. Nel 2018 il PIL era solo due terzi di quello del 1991. Il PIL dell’Ucraina era un sesto di quello dell’Argentina, un quinto di quello della Polonia e metà di quello del Portogallo. Secondo i dati del FMI per il 2018, il PIL pro capite medio mondiale era di 11.730 dollari. Nei paesi avanzati era di 48.970 dollari e nei paesi in via di sviluppo di 5.490 dollari. In Ucraina è stato di 2.820 dollari!
Ma il PIL è una categoria monetaria, essendo l’espressione monetaria della totalità dei beni e servizi prodotti in un dato periodo di tempo. Che cosa si nasconde dietro questa facciata? Quanto di quali beni ha prodotto il paese in questo periodo di tempo? Da questo punto di vista, il caso dell’Ucraina è terribile. Dopo aver obbedito all’FMI, agli Stati Uniti e all’Unione europea, e dopo aver ricevuto costanti elogi per il successo delle riforme, l’Ucraina ha effettivamente subìto una catastrofe economica totale.
Guardiamo il primo grafico. Mostra il declino della quota dell’Ucraina nella produzione mondiale delle materie prime più importanti per l’industria metallurgica. Con l’eccezione del concentrato di rutilo, la produzione di tutti gli altri componenti è crollata profondamente. La barra rossa mostra la quota dell’Ucraina nella produzione mondiale nel 1991, e la barra blu è per il 2018. Così come la produzione di ghisa e acciaio. Solo nel 2013-2018, la produzione di acciaio è calata di quasi un terzo, da 30,6 milioni di tonnellate nel 2013 a 21,1 milioni di tonnellate nel 2018; la ghisa grezza è diminuita del 20%, da 25 milioni di tonnellate nel 2013 a 20,5 milioni di tonnellate nel 2018. Eppure questo è un settore strategicamente importante per l’Ucraina: l’acciaio e altre aziende metallurgiche rappresentano il 30 per cento della produzione industriale totale dell’Ucraina e il 25 per cento delle nostre esportazioni.

Grafico 1: la quota ucraina della produzione mondiale
fonte: https://aftershock.news/?q=node/751692
Il secondo grafico mostra la situazione dell’industria ucraina. È chiaro che la nostra industria è in stato comatoso, e sta scomparendo da questo paese che fino a pochi anni fa era una potenza industriale. La quota dell’industria nel PIL ucraino è scesa di oltre la metà: dal 44 per cento nel 1991 al 20 per cento nel 2018, mentre anche la quota della costruzione di macchinari nella produzione industriale è diminuita di quasi la metà: dal 31 per cento nel 1991 al 15 per cento nel 2018. La quota di prodotti basati sull’innovazione venduti, rispetto alla produzione industriale totale, è scesa di un fattore di 13 solo dall’inizio di questo secolo: dal 9,4% nel 2000 allo 0,7% nel 2017.

Grafico 2. Indice cumulativo della produzione industriale ucraina, 2010-2018 (2010=100)
(Dati del Ministero delle Finanze ucraino, https://index.minfin.com.ua/economy/index/industrial/)

La tabella mostra gli indici della produzione industriale ucraina nel gennaio-agosto 2019.
Indice della produzione industriale, gennaio-agosto 2019 (gennaio 2019 = 100)
Tutte le industrie
91.0
Industrie estrattive
98.3
Infustria manufatturiera
92.8
Macchinari
87.5
Fornitura di energia elettrica, gas naturale, vapore per il riscaldamento
71.5
(Dati del Ministero delle Finanze ucraino, https://index.minfin.com.ua/economy/index/industrial/)

I dati mostrano che la produzione industriale nel suo complesso continua a crollare, mentre l’industria energetica e la costruzione di macchine stanno diminuendo ad un ritmo più rapido rispetto ad altri settori. La produzione di energia elettrica è diminuita di un quarto negli ultimi cinque anni, passando da 200 miliardi di chilowattora nel 2013 a 150 miliardi di chilowattora nel 2018. Vi darò un altro paio di cifre relative alla costruzione di macchinari: nel 1991 il nostro principale costruttore di aerei, Antonov, ha prodotto 250 aerei, ma quest’anno, nel 2019, non ne hanno prodotto uno solo! Dieci anni fa, l’Ucraina è riuscita a produrre 423.000 automobili, ma un decennio dopo il numero è di 8.600, ossia inferiore di quasi 50 volte! La stessa distruzione si è verificata in altri settori di produzione di beni materiali. Il numero di bovini è sceso da 25,2 milioni di capi nel 1990 a 3,7 milioni nel 2019, solo un settimo della mandria precedente. E nessuno si assume la responsabilità di questa catastrofe.
LaRouche si è opposto proprio alla distruzione dell’economia fisica. Per questo motivo ha sostenuto la costruzione di corridoi di trasporto e di sviluppo dall’Atlantico al Pacifico e all’Oceano Indiano, e ha presentato idee lungimiranti sullo sviluppo della Luna e sui voli per Marte. A che scopo? Affinché le tecnologie avanzate si sviluppino più rapidamente e domini il capitale produttivo, piuttosto che il capitale speculativo, e l’attività del settore bancario sia riorganizzata di conseguenza. Lo stato investirebbe nello sviluppo delle infrastrutture, creando le condizioni necessarie per lo sviluppo dell’industria energetica, dei trasporti e della produzione industriale. In altre parole, lo stato sarebbe responsabile dello sviluppo dell’economia fisica come base di tutto il suo sistema economico.
Lyndon LaRouche, un grande economista, filosofo e politico, ha richiamato la nostra attenzione non solo sulle cause e sulla portata degli imminenti sconvolgimenti, ma anche sulle conseguenze politiche della distruzione del sistema monetario esistente. Ha avvertito che l’oligarchia avrebbe preteso una politica di austerità rigorosa e imposto dittature fasciste. È quindi essenziale che l’umanità progressista sconfigga l’oligarchia e si liberi una volta per tutte da questo sistema parassitario.
E ora tutta l’umanità ha visto la rinascita del nazismo (fascismo) in Ucraina. Ne ho parlato apertamente nella mia conferenza stampa al Parlamento europeo il 26 febbraio 2014, subito dopo il colpo di stato in Ucraina. Voglio ringraziare ancora una volta i nostri amici dello Schiller Institute sia per aver organizzato il nostro viaggio in Europa in quel momento, sia per aver organizzato la conferenza stampa. Gli eventi da allora hanno confermato completamente la nostra valutazione.
Fu la colorazione nazista e russofoba dell’Euromaidan, che portò alla perdita della Crimea e gettò le basi per i combattimenti in Slavyansk e il mostruoso attacco agli antifascisti nella Camera del Lavoro di Odessa, e portò alla guerra fratricida nel Donbass. Questa guerra è continuata per cinque anni e mezzo. Anche le statistiche ufficiali dicono che sono andate perdute 13.000 vite umane, tra cui civili, anziani e bambini. Centinaia di migliaia di persone sono state ferite o traumatizzate psicologicamente. Milioni di persone sono diventati rifugiati.
Tutta l’Ucraina è afflitta dai militanti nazisti. Sono armati, ben addestrati e ben finanziati. Commettono atti di intimidazione, incursioni e sequestri di locali, in tutto il paese. Sotto il nuovo presidente ucraino Zelensky, tengono tutta la popolazione in preda alla paura e terrorizzano il paese. Invece di sradicare il nazismo e vietare tutti i partiti e movimenti nazisti, il governo ucraino ha, al contrario, reso ufficiale l’ideologia nazista, e sta combattendo contro i partiti di sinistra e le organizzazioni antifasciste. Seimila dei nostri compatrioti sono in prigione come dissidenti. La persecuzione del nostro Partito socialista progressista ucraino, un partito di opposizione, continua. La sede del nostro partito e le redazioni del nostro giornale del partito, che sono stati sequestrati tre anni fa, non ci sono stati restituiti. Le forze dell’ordine si rifiutano di indagare sugli attacchi dei nazisti contro i leader del partito e sulle manifestazioni di partito, e i responsabili non sono stati consegnati alla giustizia. Il Ministero della Giustizia dell’Ucraina ha bloccato le operazioni del nostro partito non registrando ufficialmente i documenti di cinque dei nostri congressi, mentre le decisioni dei tribunali a nostro favore sono state accolte con disprezzo, e semplicemente non attuate.
Nel corso degli anni successivi al colpo di stato [nel 2014], abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per rivelare al mondo la verità sull’Ucraina. Non c’è stata una reazione adeguata da parte della comunità internazionale. Ma questo non può andare avanti per sempre. E così, finalmente, l’Europa comincia a suonare un allarme.
Un anno fa, il 25 ottobre 2018, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione dal titolo “Sull’aumento della violenza neofascista in Europa”, in cui si è dovuto osservare che “gruppi e partiti politici apertamente neofascisti, nazisti, nazisti, razzisti e xenofobi incitano all’odio e alla violenza nella società, ricordandoci di cosa erano capaci in passato”. All’epoca, l’Europarlamento adottò ampie raccomandazioni alle nazioni d’Europa. Citerò due dei 32 punti di questa risoluzione:
“9. Invita gli Stati membri a condannare e sanzionare con forza i crimini motivati dall’odio, i discorsi di odio e per la creazione di capri espiatori da parte di politici e funzionari pubblici a tutti i livelli e su tutti i tipi di media, in quanto normalizzano e rafforzano direttamente l’odio e la violenza nella società;
“12. Invita gli Stati membri a indagare e perseguire i crimini motivati dall’odio e a condividere le migliori pratiche per individuare e indagare sui crimini motivati dall’odio, compresi quelli motivati specificamente dalle varie forme di xenofobia….”.
Come possiamo vedere, LaRouche aveva ragione anche a questo proposito. Le riforme economiche del FMI, che hanno distrutto la produzione materiale, cioè l’economia fisica, hanno portato a un colpo di stato politico, al nazismo e al fascismo. Naturalmente tutti gli approcci possibili, e l’intera esperienza del mondo, devono essere impiegati per difendere l’umanità (compresa la popolazione dell’Ucraina) dal nazismo, dal fascismo e dalla xenofobia. Senza questo, il mondo non può essere salvato o trasformato.
Lyndon LaRouche ci ha dato la conoscenza, che abbiamo l’obbligo di usare per la salvezza dell’umanità!
Natalia Vitrenko, dottore di scienze economiche,
Leader del Partito Socialista Progressista ucraino
Novembre 2019