Un ricatto energetico nei confronti della Svizzera potrebbe ritorcersi contro l’UE

Dopo la recente sospensione delle trattative di associazione tra Svizzera e UE, seguita dalla spettacolare sconfitta dell’agenda verde nel referendum, corre voce che la burocrazia dell’UE sia intenzionata a “punire” la Svizzera con trattamenti “non preferenziali” sul fronte energetico. Ciò significherebbe soprattutto escludere la confederazione elvetica dai programmi UE di sicurezza della rete transfrontaliera come TERRE, MARI o PICASSO, il che lascerebbe la rete elettrica svizzera dipendente dagli accordi del settore privato a costi comparabilmente più alti.
Tuttavia, di fronte a queste prospettive, l’ENTSO-E (European Network of Transmission System Operators) e l’ACER (autorità di regolamentazione europea) sottolineano che la partecipazione della Svizzera è essenziale per la sicurezza della rete europea, in particolar modo se le carenze nel resto del continente devono essere compensate dalle importazioni di energia idroelettrica dalla Svizzera proveniente dai bacini di stoccaggio riempiti con le eccedenze stagionali dell’UE. La Svizzera funge anche da transito cruciale per i trasferimenti da e verso paesi vicini come Italia, Francia, Austria e Germania.
Oltre agli accordi speciali con l’UE, la Svizzera fa parte dell’International Grid Control Cooperation (IGCC), in cui vengono bilanciati gli squilibri tra produzione e consumo nelle diverse regioni. Escludere la componente svizzera dell’equilibrio sarebbe svantaggioso per tutta l’UE.