Un ex ambasciatore indiano in Siria accusa gli Stati del Golfo del caos in Siria

In un’intervista per l’agenzia stampa tedesca Deutsche Wirtschafts Nachrichten (DWN) V. P. Haran, ex ambasciatore indiano in Siria (2009-2012) e ora ambasciatore nel Buthan, ha affermato che le ribellioni contro il Presidente siriano Baššār Hafiz al-Assad furono istigate dall’esterno, per opera di Stati del Golfo disposti a usare al Qaeda per disseminare il caos in Siria.

Sostiene che il governo siriano deve la sua tenuta alla popolarità di Assad sia tra i siriani e sia tra tutti i musulmani del mondo, il 67 percento dei quali lo votò in un sondaggio del 2009 quale arabo più degno di fama. “Persino la comunità diplomatica era concorde nel ritenere che godesse del sostegno dell’80 percento del popolo siriano”, ha precisato.

Notando la natura pacifica della Siria ed il buono stato della sua economia nell’anno del suo arrivo, Haran ha aggiunto che “la Siria era un Paese pacifico senza tensioni latenti” e, benché la disoccupazione fosse intorno all’8 percento, i disoccupati potevano trovare un posto di lavoro presso gli Stati del Golfo.

Il caso fu creato dall’esterno e non è affatto dovuto alle cosiddette tensioni tra sciiti e sunniti. “Consideriamo alcuni numeri”, ha ripreso Haran. “I musulmani della Siria sono sunniti per oltre la metà. Quindi vi sono curdi, drusi, maroniti, siriaci, alauiti e altri. Assad gode del pieno sostegno di queste minoranze e di un’ampia porzione dei sunniti. Dal momento in cui lasciai il paese nel 2012, la Siria è cambiata tantissimo. Durante i primi anni era come in paradiso; le cose sono peggiorate rapidamente a partire dall’anno 2011, quando si ebbe la cosiddetta Primavera Araba. La Siria, tuttavia, era ancora calma” (da una traduzione di LiveLeak).

“I sostenitori esterni della sedicente opposizione non potevano controllare questa situazione. Spedirono un gruppo di persone sul confine tra Siria e Giordania, ove presiedette due posti di controllo, dopo aver ucciso tutte le persone trovatevi. Alcune di quelle persone furono assassinate coi metodi più crudeli tipici di al Qaeda. Il governo non ne fece immediato annuncio. Un membro della comunità diplomatica, però, confermò la responsabilità di al Qaeda mossasi dall’Iraq. Divenne evidente che quel ramo iracheno di al Qaeda fu presente in Siria dall’aprile 2011”.

“Al Qaeda vi fu dalla prima settimana, o dalla fine del 2011; lo attestano le sue bandiere visibili. Ecco i gruppi che sostennero l’opposizione, con l’aiuto dall’estero. A Raqqa i mercenari provenivano da Nord e fu chiaro che si trattava di al Qaeda”, ha affermato il diplomatico.