Sviluppi del nucleare civile in Egitto e in Russia

La scorsa settimana il Presidente egiziano el-Sisi ha incontrato il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA/IAEA) Yukiya Amano, approfittando della loro presenza simultanea a New York. Amano ha riferito che l’agenzia è ansiosa di offrire il suo ausilio al programma nucleare egiziano.

Ciò avverrà con l’invio di una delegazione in Egitto per organizzare il quadro normativo dell’impianto di El-Dabaa. Questo genere di primo aiuto è importantissimo per le nazioni che programmano la costruzione della prima centrale nucleare, al fine di rispettare le norme internazionali. El-Sisi ha sottolineato che il nucleare è importante per lo sviluppo sociale ed economico della nazione.

In precedenza il Ministro per l’Elettricità aveva affermato che il progetto esprime il potenziale di una fornitura del 50% dell’attuale produzione energetica egiziana.

Alla ricerca di un costruttore, l’Egitto sta negoziando con la Cina, gli Stati Uniti, la Russia, la Francia e la Corea del Sud.

L’articolo sul Daily News Egypt fa notare che il reattore fu prospettato alla fine degli anni Cinquanta, nel quadro del progetto Atomi per la Pace, sotto la presidenza di Abdel Nasser.

 

Dal canto suo, l’industria nucleare russa vede crescere gli ordini anche da altre nazioni. A quanto ha riferito a Putin l’amministratore di Rosatom Sergej Kiriyenko il 25 settembre scorso, sono dodici le nazioni che hanno ordinato un totale di trenta reattori, per il valore complessivo di 300 miliardi di dollari, da costruirsi nel corso dei prossimi quindici anni.