Materie prime e inflazione: è la Cina o BlackRock?

L’11 giugno, il governo americano ha pubblicato i dati sull’inflazione, che mostrano l’aumento più alto dal 2008. L’indice dei prezzi al consumo è salito del 5% a maggio, dopo il 4,2% di aprile (anno su anno), riflettendo il continuo aumento dei prezzi delle merci e del cibo alimentato dalla speculazione finanziaria. I prezzi delle derrate alimentari sono saliti per il dodicesimo mese consecutivo, concretizzando un incremento di quasi il 40% su base annua, secondo l’indice dei prezzi delle Nazioni Unite. In maggio si è registrato l’aumento massimo da oltre un decennio, il 5% su base mensile.
Ma tutto bene signora la marchesa: le banche centrali assicurano che il fenomeno è “transitorio” e infatti, sia la Federal Reserve che la BCE non pensano di cambiare politica monetaria. La BCE ha dovuto comunque ammettere che tre membri del Consiglio hanno votato contro all’ultima riunione.
Le banche centrali e i loro tifosi sostengono che l’inflazione sia transitoria, perché sarebbe causata dal divario tra domanda e offerta nella ripresa mondiale trainata dalla Cina, che starebbe accaparrandosi le materie prime sui mercati mondiali.
La realtà è diversa. L’ascesa dei prezzi delle commodities, che va avanti da oltre un anno e non sembra arrestarsi, è alimentata dall’enorme liquidità iniettata nel sistema dalle stesse banche centrali. I prezzi delle commodities sono determinati dai contratti a termine (futures), il 90% dei quali sono stipulati a scopo speculativo.
“I flussi di capitali vaganti nei fondi [che speculano sulle] commodities ha raggiunto dimensioni senza precedenti”, ha scritto Bloomberg il 10 giugno. “I fondi che investono in settori specifici, come energia, industriali e metalli preziosi sono soliti sperimentare flussi di capitale come questi. Ora la domanda di fondi commodities a vasto raggio sta salendo a un livello senza precedenti quest’anno, nel mezzo delle riaperture economiche mondiali, raggiungendo i 17 miliardi di titoli globali”.
Prendiamo il caso di BlackRock: “Per sei anni e mezzo, un fondo commodities di BlackRock non si è mai avvicinato alla cifra di un miliardo di dollari di investimenti. Ma nel corso di due giorni alla fine di maggio, il fondo, iShares GSCI Commodity Dynamic Roll Strategy, ha più che raddoppiato, con due miliardi, e a giugno ne ha aggiunti altri 120 milioni.” Il fondo di BlackRock è “uno tra i molti prodotti di materie prime che godono di un boom perché gli investitori cavalcano una ripresa economica dal coronavirus”, chiosa Bloomberg.
Gli “investitori che cavalcano la ripresa economica” è un eufemismo per dire che gli speculatori si arricchiscono a spese delle popolazioni. Questo però, si può impedire.
La prova è che quando, recentemente, le autorità cinesi hanno annunciato di voler osservare da vicino il mercato per stroncare la speculazione, i prezzi delle commodities sono crollati sulle borse cinesi. Le autorità USA e del Regno Unito potrebbero fare lo stesso nei confronti delle borse merci di Chicago e Londra, ma sanno che, così facendo, scoppierebbe l’intera bolla finanziaria e il sistema crollerebbe. Perciò, le banche centrali e i governi garantiscono mano libera ai soldi dei miliardari di Davos, mentre preparano un freddo inverno per le famiglie.