L’Iran aumenta i combattimenti contro l’ISIS e i jihadisti sostenuti dall’Arabia Saudita

L’analisi pubblicata la scorsa settimana sullo Strategic Alert è stata confermata dagli avvenimenti in Medio Oriente e altrove, tra provocazioni e una frenetica diplomazia. Il 4 giugno i media americani, britannici e sauditi hanno pubblicato la notizia che l’Iran ha mandato 10.000 uomini armati della Guardia Rivoluzionaria Iraniana (IRCS) e milizie sciite irachene per difendere la capitale siriana Damasco e Latakia dall’offensiva dei militanti islamici sostenuti dai sauditi e dalla Turchia. Le stesse notizie di agenzia riprendono una dichiarazione non confermata di Qasem Soleimani, comandante delle Brigate Quds dell’IRGC da Lathakia, secondo cui l’Iran starebbe “preparando una grossa sorpresa in Siria”. Anche se queste dichiarazioni non confermate potrebbero essere solo delle provocazioni per fomentare l’odio contro l’Iran, il governo siriano e gli sciiti iracheni, esse coincidono col fatto che l’Iran sta perdendo la pazienza nei confronti del fallimento occidentale nell’arginare i barbari dell’ISIS.

Contemporaneamente le truppe di Hezbollah libanesi, alleate all’Iran, hanno lanciato un’offensiva nella città di Irsal, al confine con la Siria, usata come base logistica da gruppi terroristici come Jabhat al-Nuṣra (Fronte al-Nuṣra di Al Qaeda) e ISIS per gli attacchi contro l’esercito siriano. Questo ha aumentato le tensioni in Libano, in quanto Irsal è una città sunnita ed è stata protetta da forze filo-saudite quali la famiglia Al-Hariri ed il suo braccio politico nel paese, il partito Mustaqbal.

Recenti dichiarazioni fatte dal ministro degli Esteri russo Lavrov e dal consigliere di politica estera del Leader Supremo Iraniano, Ali Velayeti, indicano che sia Iran che Russia sono decisi a sostenere i governi siriano ed iracheno ed a combattere l’ISIS e altri gruppi terroristici e di militanti sostenuti dall’Occidente e dai sauditi. Questi due paesi, come abbiamo scritto, sono a favore di una nuova coalizione internazionale contro l’ISIS ed il terrorismo islamico, in termini completamente diversi dalla finta coalizione tra Stati Uniti, britannici, francesi e sauditi che in realtà sta rafforzando i gruppi terroristici islamici in Siria ed Iraq, intenzionalmente o meno.

La coalizione occidentale ha tenuto un incontro a Parigi per discutere una strategia contro l’ISIS, ma non ha nemmeno invitato Iran e Russia a partecipare. Lavrov ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg che la Russia è favorevole a combattere gli estremisti “su basi collettive, nel rispetto del diritto internazionale, tramite il Consiglio di Sicurezza dell’ONU”. Gli americani invece hanno annunciato la loro coalizione, alle loro condizioni, specificando che avrebbero condotto attacchi aerei in Siria senza chiedere al governo siriano o al Consiglio di Sicurezza.

Tuttavia, c’è stata qualche forma di cooperazione tra Russia, Iran e funzionari del Dipartimento di Stato per una soluzione al conflitto in Yemen e porre fine all’aggressione saudita iniziata il 26 marzo. Una stretta cooperazione tra Stati Uniti e Russia sarebbe la chiave per porre fine all’incubo nel sud ovest asiatico.