La Germania affonda sempre più nel disastro energetico

La politica energetica del governo tedesco, basata sui sussidi alle cosiddette rinnovabili, ha rovinato il mercato tedesco ed europeo per nuovi impianti di carbone e gas. Lo ha dichiarato il 20 ottobre l’amministratore delegato di Siemens, Joe Kaeser (nella foto, con Ivanka Trump). Nella stessa occasione Kaeser ha annunciato che la Siemens abbandonerà del tutto questo settore, eliminando svariate migliaia di posti di lavoro qualificati, e che i dettagli verranno resi pubblici in novembre. La sua società sarà coinvolta solo nella costruzione di nuovi impianti a gas all’estero, per esempio nel megaprogetto di 8 impianti a gas in costruzione in Egitto.

Quanto all’inefficienza dell’energia eolica, la valutazione devastante di due enti del governo, l’Ente Federale per la Rete Elettrica e l’Antitrust, è stata resa pubblica dal Bild-Zeitung il 27 ottobre. Sotto il titolone di prima pagina “Follia dei mulini a vento”, il tabloid nota che l’anno scorso sono stati installati in Germania quasi 6.700 MW di impianti eolici, ma molti di essi non sono collegati alle linee elettriche, e quindi la potenza che generano non può essere trasferita altrove. E quando il vento è troppo forte, naturalmente, i mulini a vento devono essere spenti per evitare danni.

L’anno scorso, il mancato utilizzo degli impianti è stato indennizzato con 643 milioni di Euro, che si aggiunge ai 18 miliardi di sussidii alle “rinnovabili”. Concretamente, una famiglia media paga 280 € all’anno per finanziare questa idiozia che ha fatto raddoppiare il prezzo del kilowattora in Germania (28,7 centesimi), quasi il doppio della vicina Olanda (14,7), e l’80% in più rispetto al Regno Unito (17,1) o la Francia (16,0). Con questi prezzi, i settori ad alta intensità energetica dell’industria non hanno un futuro in Germania.

Un effetto collaterale di questa situazione, che rende più costosi il carbone e il gas naturale in quanto non godono di sussidii a differenza dell’eolico e del solare, è che i prezzi del carburante per il riscaldamento sono aumentati del 18%. Quindi le famiglie vedranno aumentare le bollette dell’elettricità quasi del 20% quest’inverno. Già nel 2016 le utenze hanno tagliato la fornitura di energia elettrica a oltre 330.000 famiglie ché non potevano più permettersi di pagare le bollette.

Il diffuso scontento per questa situazione spiega il crollo dei voti del Partito Verde, ma anche dei democristiani della Cancelliera Merkel alle ultime elezioni. È stata Angela Merkel a decretare l’uscita dall’energia nucleare poco dopo l’incidente di Fukushima nel 2011 e a dare il via libera alla trasformazione del settore energetico del Paese, che dovrebbe affidarsi solo alle rinnovabili entro il 2050. Ora la Merkel tenta di portare i Verdi nella prossima coalizione di governo, ma una delle loro precondizioni è la chiusura totale di tutti gli impianti a carbone entro il 2018.