In arrivo anche il prelievo forzoso?

MoviSol vi aveva messi in guardia oltre due anni fa: dopo il “bail-out”, i salvataggi bancari da parte degli stati e della BCE, è in arrivo il “bail in” o prelievo forzoso sui nostri conti correnti, sul modello di Cipro.

Proprio ieri, 1 luglio, ne ha parlato a Radio Gamma 5 la presidente di MoviSol Liliana Gorini, nell’ambito di un’intervista sulla battaglia della Grecia contro l’austerità della Troika, e tra le domande degli ascoltatori, ce n’era proprio una sul prelievo forzoso. Ora è la politica ufficiale dell’UE, nell’ambito dell’unione bancaria. Lo afferma un comunicato del Movimento Cinque Stelle, che lo denuncia come anticostituzionale, mentre il PD sostiene che siano solo “allarmismi”, ma al contempo conferma che è previsto dall’unione bancaria europea. “I conti correnti e i conti di deposito fino a 100 mila euro erano e continueranno a essere garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi” sostiene il portavoce del PD Paolo Petrini. Ecco di seguito la denuncia dei Cinque Stelle:

Dall’Europa, complici i maggiordomi del governo italiano, arriva un attacco gravissimo all’articolo 47 della Costituzione e alla tutela del risparmio”. Lo denunciano i deputati M5S in relazione al ddl delegazione europea che introduce, tra l’altro, il meccanismo del bail-in per i salvataggi bancari.

Con il recepimento di queste direttive, passerà il principio del prelievo forzoso sui conti correnti per far fronte alla cattiva gestione degli istituti di credito. Perché devono essere i correntisti a pagare i danni fatti dai manager delle banche? E’ assurdo equiparare i risparmiatori agli azionisti.

Proprio ciò che sta avvenendo ora in Grecia ci fa capire che le decisioni prese a livello europeo non si curano del bene comune. La garanzia sui correntisti dovrebbe essere totale e non limitata a 100mila euro. Pensavamo di essere schiavi delle banche, invece ci siamo scoperti tutti banchieri, visto pagheremo le perdite al loro posto.

Il governo Renzi è dalla parte degli istituti di credito, lo sappiamo. Ma non accettiamo l’assunto secondo cui il bail-in sia meglio del bail-out. Gli strumenti alternativi a entrambi esistono, basta studiarli e attuarli. A partire dalla separazione tra banche d’affari e banche commerciali, passando per il miglioramento dei sistemi di garanzia dei conti correnti.


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