Il nemico non è la Russia ma Wall Street!

Un crollo finanziario peggiore di quello del 2008 pende come una spada di Damocle sul mondo. Numerose voci si sono aggiunte a questa newsletter nel denunciare il fatto che le banche centrali hanno ormai esaurito l’armamentario a loro disposizione. Il Quantitative Easing ha portato a un aumento dei profitti degli speculatori a danno dei popoli (vedi sotto), mentre nel mondo transatlantico il divario tra ricchi e poveri è cresciuto a dismisura.

Nell’Eurozona, una crisi delle banche ordinarie che avrebbe potuto essere gestita sta diventando un rischio sistemico a causa delle politiche dell’UE e della BCE. Negli Stati Uniti, il debito di molte categorie (corporate, pubblico e delle famiglie) ha raggiunto livelli più alti di quelli del 2008. Per non parlare delle centinaia di migliaia di miliardi di contratti derivati.

Perciò, il pericolo principale in questo momento è rappresentato da un crollo del sistema finanziario e dal caos che esso provocherebbe. Posti di lavoro, risparmi, pensioni, ecc. potrebbero vaporizzarsi. Eppure a Washington e in molte capitali europee il grande dibattito è se la principale minaccia alla sicurezza nazionale siano Russia, Cina o Corea del Nord!

La principale minaccia proviene invece da Wall Street e dal potere finanziaro alleato della City di Londra. L’intero sistema finanziario va ripulito in fretta, prima che uno dei molti fattori provochi un collasso incontrollabile.

Per questo motivo, il LaRouchePAC negli USA ha lanciato una mobilitazione per rimettere all’ordine del giorno il tema della separazione bancaria, con il ripristino della legge Glass-Steagall, e di una serie di misure come l’erogazione di credito pubblico per finanziare grandi progetti infrastrutturali e gli investimenti nelle frontiere della scienza e della tecnologia, come la ricerca spaziale e l’energia di fusione. In queste aree, sarà decisiva la cooperazione con l’Iniziativa Belt and Road cinese e con la Russia.